Tunisia, Saied eletto alla presidenza

Tunisia, Saied eletto alla presidenza

Soprannominato 'Robocop' perché si muove in modo rigido e un po' meccanico, Kais Saied, il giurista ultraconservatore che si presenta come candidato indipendente e antisistema, è diventato il terzo presidente eletto a Tunisi dopo il trionfo, nel 2011, della rivoluzione dei Gelsomini che aveva disarcionato la dittatura di Zinedine el-Abidine Ben Ali.

Saied ha sconfitto Nabil Karoui, un importante uomo d'affari proprietario della principale televisione privata del Paese (Nessma tv).

A garantirgli il successo, dicono gli osservatori, la linea dell'integrità morale e la distanza dai palazzi del paotere del 61enne professore di diritto costituzionale, che ha fatto della lotta alla corruzione e della volontà di rivalutare il ruolo sociale dello Stato il fulcro della sua campagna elettorale. Anche se il suo arresto ha sollevato molti dubbi sull'indipendenza della magistratura e sull'uso politico della giustizia, gli elettori hanno evidentemente percepito queste accuse come "macchie" e preferito un personaggio dall'aura integerrima e al di fuori degli schemi della politica tradizionale quale Saied.

Outdsider della politica, sostenuto sia dalla sinistra che dagli islamisti, Saied non ha speso praticamente nulla per la sua campagna, ma ha chiesto di rifare la politica tunisina introducendo una forma sperimentale di democrazia diretta. Ma hanno pesato anche le sue attenzioni verso i ceti più deboli della popolazione come la sua battaglia per adeguati servizi pubblici e verso i giovani per combattere la disoccupazione che negli ultimi mesi è aumentata aggravando la crisi economica del Paese.

Karoui ha dichiarato che nei primi suoi 100 giorni al Palazzo di Cartagine proporrà una legge per farla finita con la povertà che riunisca tutte le organizzazioni nazionali e metta in atto un programma triennale da rivedere periodicamente. La percentuale di votanti, superiore al primo turno, si e confermata piuttosto bassa e inoltre vi è da registrare una significativa presenza di schede bianche, sintomo di un malessere piuttosto diffuso nella società civile tunisina che non ha trovato in nessuno dei due candidati un riferimento.

Saïed dovrà adesso dimostrare di essere super partes.