Siria, ultimatum Turchia: "Ritiro milizie curde o finisce la tregua"

Siria, ultimatum Turchia:

Come ha osservato la giornalista Jenan Moussa, la reazione dei curdi siriani di fronte al ritiro dei soldati statunitensi è stata molto diversa da quella mostrata la prima volta che gli americani arrivarono nel nord della Siria, quando furono accolti "come eroi, con fiori e urla". La tregua terminerà martedì sera: non è ancora chiaro che cosa accadrà.

Ad assicurarlo è il segretario di Stato USA Mike Pompeo il quale, intervistato da Wilfred Frost dell'emittente CNBC al noto programma Closing Bell, ha rivelato che il presidente Donald Trump è pronto ad intraprendere azioni belliche nella regione. La "pausa" dell'operazione militare, come l'hanno definita i turchi, è iniziata il 17 ottobre dopo la firma dell'intesa proprio con gli Stati Uniti. La scadenza dell'ultimatum è fissata alle 22 locali (le 21 in Italia).

I combattenti e i civili curdi hanno iniziato ad abbandonare la città siriana di Ras al-Ayn, al confine tra la Turchia e la Siria. Poi ha aggiunto: "La Turchia non mira al territorio di nessun Paese", sottolineando che il Paese "non si è mai seduto, né mai si siederà al tavolo con i gruppi terroristici" (tali sono considerati da Ankara i curdi) e precisando nuovamente che l'accordo è stato concordato esclusivamente con gli Stati Uniti. Poco dopo, però, è arrivata la risposta da Berlino, con il ministro degli Esteri Heiko Maas che ha spiegato: "Se non c'è una ragione nel diritto internazionale per una simile invasione, allora questa non è conforme al diritto internazionale" (PERCHE' LA TURCHIA ATTACCA LA SIRIA). Erdogan è anche tornato a contestare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: "Non è né umano né giusto che decisioni cruciali a livello globale, che riguardano milioni di persone, siano in mano solo ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu - ha detto - Lo ripetiamo: al mondo siamo più di cinque". Secondo il New York Times, gli Usa starebbero valutando di mantenere nel Paese un contingente di circa 200 soldati a guardia dei pozzi petroliferi.