Sinodo: spiraglio per preti sposati

Sinodo: spiraglio per preti sposati

E sempre nel primo capitolo - proposizione 15 - è evidenziato il ruolo della Chiesa in queste terribili difficoltà: "La Chiesa nel suo processo di ascolto del grido del territorio e del grido dei popoli deve fare memoria dei suoi passi. Il centro che ci unisce in questo Sinodo è Gesù Cristo". A scandirlo, rispondendo alle domande dei giornalisti, è monsignor David Martínez de Aguirre Guinea, vicario Apostolico di Puerto Maldonado (Perú).

Il Documento finale sul Sinodo speciale dell'Amazzonia, convocato da Papa Francesco, è stato ufficialmente diffuso e pubblicato. Abbiamo buone ragioni per continuare a sognare, a sperare. Questo è l'invito di Gesù. Sono le sofferenze di uomini e donne che vivono nella povertà, tante volte privati del luogo in cui vivono, privati della terra per via delle grandi coltivazioni, della deforestazione, privati dei minerali preziosi che ci sono in quella terra, le multinazionali, l'estrattivismo, quindi anche la violenza sulle persone. Il paragrafo è stato approvato superando i due terzi dei voti richiesti ma ha registrato il maggior numero di 'nò: 41 (128 i sì). "I rappresentanti dei popoli indigeni vedono nella Chiesa e nel Sinodo un segno di speranza e un momento di luce". Questo perchè "il senso della fede del Popolo di Dio ha visto nei poveri i portinai del Cielo".

Ampio spazio di dibattito ha avuto infatti la questione della formazione presbiterale ordinaria, sin dalle sue prime fasi, con l'idea che la formazione di studio debba sempre essere accompagnata da una solida formazione umana e pastorale concretamente provata, caratterizzata da uno stile di vita semplice, di prossimità ai poveri e alle culture. "Qui a Roma è venuta l'Amazzonia". E poi, direi che l'Amazzonia mostra come si può vivere l'armonia nella differenza. Il Sinodo è una spinta ad andare avanti.

Si è parlato molto dell'ordinazione sacerdotale di "viri probati", uomini anziani sposati, per compensare la mancanza di clero.

E le leggi internazionali - per esempio la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti Climatici e quella sulla Diversità Biologica - impongono di tutelare patrimoni naturali come quello dell'Amazzonia. "Dobbiamo fare meglio - ha affermato il porporato - nel portare il Vangelo a tutti. Le persone vogliono sentire parole di speranza, vogliono ascoltare il Vangelo".

Nel terzo capitolo i padri Sinodali chiamano a "nuovi cammini di conversione culturale": "la nostra conversione deve essere anche culturale, per farci incontro dell'altro, per imparare dall'altro". La Chiesa intera è chiamata ad una conversione integrale, pastorale, culturale, ecologica, sinodale. Di qui, l'esortazione a creare équipe missionarie che, in coordinamento con le parrocchie, si occupino di questo aspetto, offrendo liturgie inculturate e favorendo l'integrazione di tali comunità nelle città. "Bisogna osare". A tracciare un parallelo tra la situazione dell'Amazzonia e quella del Congo, sia in termini ecclesiali sia riguardo alla minaccia di estinzione delle sue popolazioni. I Padri sinodali chiedono la "revisione del motu proprio Ministeria quaedam di San Paolo VI, affinchè anche donne adeguatamente formate e preparate possano ricevere i ministeri del lettorato e dell'accolitato, tra gli altri che possono essere svolti".

E cosa vi hanno detto, eminenza? Cosa vuole dire oggi, la Chiesa, in Italia e in Europa, di fronte a una globalizzazione che talvolta ci rende più individualisti? Ci avvicina guardare il volto di Dio nella nostra cultura, nel nostro vivere.

Il documento è un frutto di un cammino che va inserito in un cammino, in un percorso che continua. Se noi sentiamo che il bicchiere d'acqua che beviamo deriva dall'Amazzonia, comprendiamo l'importanza e la necessità di tutelare quel pezzo di mondo: non riguarda solo l'Amazzonia ma l'intero pianeta. "Ma è necessaria una autentica conversione".