SALUTE | Giornata mondiale della depressione. dati e cure

SALUTE | Giornata mondiale della depressione. dati e cure

Tra il 2005 e 2015 i casi sono aumentati del 20%, portando il numero di persone coinvolte nel mondo a 300 milioni e la malattia a diventare la prima causa di disabilita' a livello globale (fino a 20 anni era al quarto posto).

In Italia, secondo i dati più recenti disponibili (Indagine dell'Istituto Nazionale di Statistica-European Health Interview Survey-EHIS), 2,8 milioni, il 5,6% della popolazione di età 15 anni, presenta sintomi depressivi, dei quali 1,3 milioni con sintomi del disturbo depressivo maggiore.

Dai dati pubblicati dal Ministero della Salute, le donne con disturbo depressivo sono quasi il doppio degli uomini anche tra gli utenti dei servizi specialistici per la salute mentale (con un tasso di 28 per 10.000 abitanti negli uomini vs 47 per 10.000 nelle donne). Ma anche meno ricoveri e cure legate a malattie organiche direttamente causate dalla depressione. Perché quando la malattia cronicizza e i sintomi si aggravano, "apatia, anedonia, insonnia, pensieri di colpa e ideazione suicidaria generano una frattura sempre più marcata tra la persona e la sua vita precedente". In particolare, si attesta, rispettivamente, al 3,4% vs 7,5% per gli adulti della fascia di età 35-64 anni e al 6,3% vs 16,6% tra gli anziani. Gli over 35 più vulnerabili sul fronte socio-economico presentano un'incidenza doppia rispetto ai coetanei con titoli di studio più elevati. Serve "un impegno condiviso e concreto volto a combattere gli stereotipi, facilitare l'accesso alle cure anche innovative e migliorare la qualità della vita di chi soffre, contribuendo al tempo stesso a ridurre l'alto impatto di risorse socio economiche legato a questa patologia", ammoniscono gli esperti lanciando "una call to action per arrivare ad avere anche in Italia un Piano nazionale per la gestione della malattia". Il 25,4% delle persone adulte con questi problemi soffre di limitazioni importanti nello svolgimento delle attività quotidiane. I disturbi che impattano di più sono il calo di concentrazione (57,4%) e la minore resa (57,7%). La depressione, insomma, non è semplicemente associata a queste patologie ma una causa diretta. E il 10-15% dei gesti estremi si verifica proprio in chi soffre di depressione.

"E' un dato accertato - ha precisato Varia - che più aumenta il benessere mentale di una popolazione, più aumenta il prodotto interno lordo". Depressione e ansia cronica grave colpiscono l'8,9% dei disoccupati, contro il 3,5%, degli occupati.

Cresce il consumo di antidepressiviIl trend relativo al volume prescrittivo dei farmaci antidepressivi prescritti da professionisti afferenti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha fatto rilevare un costante incremento nel periodo 2007-2010, una fase di stabilità negli anni 2011-2012 e un nuovo aumento negli ultimi 5 anni (da 39,0 DDD/1.000 ab die del 2013 a 40,4 DDD/1.000 ab die del 2017). E non sempre i farmaci sono un valido aiuto: su un milione di pazienti affetti da depressione grave, circa un terzo non risponde positivamente alle terapie tradizionali, pur somministrate in dosi e tempi adeguati. Inoltre si segnala un rischio più elevato di lesioni in incidenti domestici: il 4,1% contro l'1,1% nel resto della popolazione.

Sotto il profilo dei costi sociali si stima che ogni anno la depressione faccia perdere 42 giorni di lavoro, uno a settimana, che tradotti in denaro equivalgono a 4 miliardi di euro. "Oggi continuiamo a fare ricerca in quest'area e siamo una delle poche aziende impegnate a rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti e a introdurre nuove terapie".