Ricerca: Iss, sotto stress cellule maschi si suicidano mentre donne resistono

Ricerca: Iss, sotto stress cellule maschi si suicidano mentre donne resistono

Un gruppo di ricercatori del Centro di riferimento per la medicina di genere dell'Istituto superiore di sanità in collaborazione con ricercatori dell'università di Bologna e del Cnr di Roma ha condotto un studio sulle componenti molecolari maschili e femminili, evidenziando una reazione completamente diversa alle condizioni di stress. "Una delle importanti ricadute di questa scoperta è dunque il potenziale utilizzo di questi microRna come biomarcatori di quelle malattie che colpiscono i due sessi in maniera diversa, oltre che come nuovi bersagli terapeutici sesso-specifici". Proprio così, quando sono esposte a particolari condizioni di sovraccarico psicologico, le cellule degli uomini si 'suicidano'. Il direttore scientifico del Berlin Institute for Medical Systems Biology, Nikolaus Rajewsky, ha illustrato la ricerca, dichiarando che essa consente di vedere all'interno di ciascuna cellula: "Siamo in grado di quantificare lo spazio di ciascuna cellula del nostro organismo, uno spazio di 20mila dimensioni, date dai 20mila geni di codificazione di ciascuna delle nostre cellule".

Le responsabili di questa differenza di genere potrebbero essere delle brevi sequenze di materiale genetico, chiamate tecnicamente microRNA. E' noto che i microRNA hanno un ruolo di rilievo in molte malattie, dai tumori alle malattie infettive e autoimmuni, nelle quali si sono osservate alterazioni dei loro livelli di espressione. Inoltre, ogni microRNA è in grado di regolare numerosi geni, generando potenzialmente un effetto a cascata di grandi proporzioni.

Quelle femminili (XX) invece, in risposta allo stress sopravvivono (autofagia), attivando meccanismi che resistono alla morte cellulare.

"Le cellule maschili rispondono allo stress andando incontro a morte programmata (apoptosi), una forma di suicidio cellulare regolato; mentre le cellule femminili, in risposta allo stesso stress, attivano meccanismi di sopravvivenza (autofagia) e resistono alla morte cellulare" ha spiegato Paola Matarrese dell'ISS. Non tutti i cromosomi X sono però inattivato. I ricercatori hanno osservato che il miR548am-5p era presente nelle cellule femminili umane analizzate (fibroblasti di cute) a livelli cinque volte maggiori rispetto alle stesse cellule maschili. "In particolare, l'alto livello del miR548am-5p nelle cellule femminili sarebbe responsabile- continua Ruggieri- della maggiore resistenza a diversi tipi di stress, attraverso la regolazione di alcuni geni, come Bax e Bcl2, coinvolti nei meccanismi di morte mediata dai mitocondri".

Questa differenza di comportamento da parte delle cellule sotto stress "dimostra ancora una volta come la biologia dei due sessi sia fondamentalmente diversa e come tale vada affrontata" - ha concluso la Matarrese.

L'80% dei pazienti con malattie autoimmuni (per esempio, lupus, artrite reumatoide, tiroidite di Hashimoto) sono donne.

Ecco perché uomini e donne reagiscono diversamente di fronte all'insorgenza delle malattie, ma soprattutto perché cambia il modo di rispondere alle cure.

Le donne hanno maggiore incidenza di depressione, frattura al femore e Alzheimer, mentre gli uomini si ammalano di più di Parkinson, malattie cardiovascolari in giovane età e hanno una mortalità più elevata in caso di cancro.