Paradisi fiscali, la Svizzera è fuori dalla lista grigia

Paradisi fiscali, la Svizzera è fuori dalla lista grigia

Il commissario agli affari economici Ue Pierre Moscovici. Del resto, la Confederazione svizzera già dalla fine del 2017 è nella lista grigia dei paradisi fiscali, ossia la lista degli Stati che hanno promesso di apportare alcune modifiche a livello fiscale, ben diversa dalla lista nera, che include i Paesi non cooperativi in materia fiscale. "La Svizzera adempie e attua gli standard internazionali in materia fiscale e questo è stato riconosciuto", ha invece rilevato con una certa soddisfazione la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali. Ciò è avvenuto lo scorso 19 maggio: alle urne il 66,4% dell'elettorato e tutti i cantoni hanno accolto il pacchetto di misure fiscali che entrerà in vigore il primo gennaio 2020.

A giudizio di importanti organizzazioni internazionali (Ocse e Ue) il sistema fiscale svizzero non era infatti compatibile con principi e disposizioni normative vigenti su piano internazionale e tutte le imprese sul suo territorio, indipendentemente da loro origine e dimensioni, saranno ora tassate uniformemente.

Oltre a quella della Svizzera, l'Ue ha oggi chiarito completamente la posizione di Albania, Serbia, Mauritius e Costa Rica, che pure hanno attuato le riforme richieste per essere conformi alle regole della cooperazione. La decisione, largamente prevista, è stata ufficializzata a Lussemburgo dopo l'ultimo Consiglio Ecofin, formato dai ministri dell'economia e della finanza dei 28 Stati membri dell'Ue. Circa un mese fa i gruppi di esperti dell'Ue avevano lasciato trapelare che la Confederazione sarebbe stata molto probabilmente rimossa dalla lista grigia.

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