Papa Francesco nell’Angelus: "I credenti devono cooperare all’annuncio della Parola"

Papa Francesco nell’Angelus:

La malnutrizione causa patologie anche a chi vive nell'opulenza, scrive Papa Francesco nel suo messaggio: esse si riconoscono nel diabete, nelle malattie cardiovascolari e in altre forme di malattie degenerative, ma anche lo squilibrio alimentare per difetto porta a gravi conseguenze, con l'anoressia e la bulimia che possono accompagnare la persona alla morte. Ma, attenzione: discepoli suoi, non nostri. Nell'omelia della messa dedicata ai missionari il pontefice ha anche ribadito che si evangelizza "non conquistando, obbligando, facendo proseliti, ma testimoniando". Come di consueto i fedeli potranno assistere alla recita dell'Angelus seguendo il programma di Rai 1 A sua immagine, che oggi in occasione della celebrazione della Giornata missionaria mondiale, in onda su Rai 1 alle 11.20, si occuperà dei fedeli che dedicano il proprio impegno e la propria vita all'attività missionaria. Ed è sempre in cima a un monte che inizia la missione, perché lì "si scopre ciò che conta".

Per vivere questa missione il Papa ha precisato come esiste una condizione indispensabile: la preghiera. Ecco la missione: "salire sul monte a pregare per tutti e scendere dal monte per farsi dono a tutti, perché il nostro cuore vada oltre le dogane umane, oltre i particolarismi fondati sugli egoismi che non piacciono a Dio".

La missione "non è un peso da subire, ma un dono da offrire", aggiunge il Papa evidenziando che i fratelli non vanno selezionati ma abbracciati, e la preghiera serve anche a prendere "le distanze dalle chiacchiere e dai pettegolezzi che inquinano".

Il monte lega Dio e i fratelli in un unico abbraccio, quello della preghiera. Ciascuno è un tesoro prezioso e il senso della vita è donare agli altri questo tesoro. Per partire bisogna lasciare, per "annunciare bisogna rinunciare".

La Chiesa annuncia bene solo se vive da discepola. L'annuncio credibile non è fatto di belle parole, ma di vita buona: "una vita di servizio, che sa rinunciare a tante cose materiali che rimpiccioliscono il cuore, rendono indifferenti e chiudono in sé stessi; una vita che si stacca dalle inutilità che ingolfano il cuore e trova tempo per Dio e per gli altri".

La globalizzazione che caratterizza il nostro tempo dovrebbe essere "solidale" e rispettosa delle differenze tra i popoli, invece alimenta "guerre". "Cristo è la nostra pace e in Lui ogni divisione è superata, in Lui solo c'è la salvezza di ogni uomo e di ogni popolo". Questa è la missione: donare aria pura, di alta quota, a chi vive immerso nell'inquinamento del mondo; portare in terra quella pace che ci riempie di gioia ogni volta che incontriamo Gesù sul monte, nella preghiera; mostrare con la vita e persino a parole che Dio ama tutti e non si stanca mai di nessuno. E poi ha incitato la piazza ad un applauso: "Facciamo un applauso al Beato Alfredo!".