Nadef: Istat, l’evasione fiscale elevata pesa sull’equità delle politiche pubbliche

Nadef: Istat, l’evasione fiscale elevata pesa sull’equità delle politiche pubbliche

"I dati elaborati dall'Istat, infatti, continuano a mostrare "la persistenza di livelli elevati di evasione fiscale e contributiva" che indeboliscono la crescita del nostro Paese e l'efficacia delle politiche pubbliche".

"Le imprese più orientate alla sostenibilità" mostrano "la presenza di un premio in termini di produttività che può arrivare anche al 15 per cento", ha detto Blangiardo in audizione sulla Nadef, ricordando che "il valore aggiunto delle 'ecoindustrie', ossia attività economiche la cui finalità principale è la protezione dell'ambiente o la gestione delle risorse naturali, nel 2017 è stato pari a 36 miliardi di euro e al 2,3 per cento del Pil, con una tendenza alla crescita superiore a quella media dell'economia".

Ma è sull'evasione fiscale che si concentra l'analisi di Blangiardo.

Per quanto riguarda il lavoro, pur in una fase di debolezza dell'economia, gli indicatori del mercato del lavoro dal lato dell'offerta hanno mantenuto un'intonazione positiva.

Nel corso dell'audizione parlamentare sul Documento di Economia e Finanza (DEF), il Presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo ha fornito, tra gli altri, i dati aggiornati sull'economia "non osservata": in media, nel triennio 2014-2016, si riscontra un gap complessivo pari a circa 109,7 miliardi. "Emerge ora un marginale miglioramento congiunturale sia nel primo che nel secondo trimestre (+0,1% in entrambi i periodi)".

E ancora: sono donne, giovani e Sud i "nodi" del mercato del lavoro in Italia. "Il ruolo ricoperto in famiglia, in assenza di un adeguato sistema di sostegno, appare come uno dei fattori discriminante (insieme alla regione di residenza e al titolo di studio)". "Ciononostante, nel nostro Paese ancora solo il 56,2% delle donne partecipa al mercato del lavoro e il tasso di occupazione non supera il 50%". Secondo una logica di tipo selettivo differenziata per tipologia di prodotti a seconda del paese Ue di provenienza, impatta in modo significativo su un numero limitato di prodotti di eccellenza della nostra filiera agro-alimentare. "Seguono, con un peso dei prodotti oggetto di nuovi dazi sul totale dei prodotti alimentari esportati compreso tra il 5% ed il 10%, Calabria, Lazio, Piemonte, Veneto e Campania".