Maso rivela: "Papa Francesco mi chiese di pregare per lui"

Maso rivela:

Maso venne arrestato due giorni dopo l'efferato duplice omicidio e condannato a trent'anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale. Dopo averne trascorsi 22 da detenuto, è stato rimesso in libertà nel 2015 e ieri ha rilasciato un'intervista-verità alla tv Nove. Una chiacchierata confidenziale, spesso accorata e commossa, nella quale ha ripercorso la sua triste vicenda. L'uomo ricorda infatti un'adolescenza priva del calore familiare e costellata solo dell'ossessione per la fama e i soldi e un vuoto interiore, trasformatosi preso in follia: "Faccio qualcosa che gli altri non potranno mai fare: uccidere i miei genitori - ha raccontato -".

"Ridevo ma ero morto dentro", spiega Maso che confessa di essersi sempre ispirato a Don Johnson, uno dei protagonisti di Miami Vice: "Era il mio guru: così bello, così giovane e così pieno di vita". Il telefilm proponeva una visione aperta e mai vista della realtà, il fascino di una Ferrari bianca. Volevo stupire e per avere gli occhi addosso mi mettevo le cose più vistose. Sono alcuni passaggi dell'intervista a Pietro Maso che NOVE ha trasmesso giovedì sera nel programma "Io ho ucciso". E Bergoglio in persona lo ha contattato: "Non ci potevo credere - dice Maso -". La puntata, interamente dedicata a Maso si chiamerà proprio Pietro Maso: Io ho ucciso. Avevamo indossato delle maschere da diavolo. In un primo momento è stato perdonato dalle sorelle, che successivamente sono state messe sotto scorta, a causa delle ripetute minacce emerse dalle intercettazioni. La domanda resta e se la fanno in molti, l'idea della rete televisiva rimane alternativa (seppur in passato già qualcun altro ci aveva provato, in primis Costanzo su Mediaset): "Io ho ucciso" ha svolto la sua funzione, creare coinvolgimento. Con i suoi tre complici Maso colpì i genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari, con spranghe e padelle cercando di soffocarli: "Alla fine c'era un silenzio e un odore di sangue spaventoso". L'intervista si chiude con la rivelazione sulla telefonata di papa Francesco: "Mi ha chiesto di pregare per lui". L'assassino era affascinato dalla bellezza di quel personaggio e dalla vita benestante e sopra le righe che conduceva.