Lavoratori Auchan-Conad Sciopero pure a Palermo

Lavoratori Auchan-Conad Sciopero pure a Palermo

Vertenza Sma-Conad, mercoledì mattina si è svolto il presidio dei sindacati davanti al Simply di via Balzella. Conad dovrà innanzitutto fare chiarezza sulle reali capacità di risollevare le sorti della rete vendita, solo un terzo di questa al momento è salva e manca un progetto per gli ipermercati, per le sedi e la logistica e per i rischi di sovrapposizioni tra la rete acquisita dalla multinazionale francese e quella preesistente di Conad. Perché si è interrotto il confronto?

"Abbiamo verificato - continua il segretario Fisascat - che anche in casi precedenti, come l'acquisizione da parte di Conad di una "fetta" della rete ex Standa, avvenuta qualche anno fa, il passaggio da un'impresa succursalista ad un'impresa composta da piccoli esercenti, è stata spesso messa in discussione per motivi di organizzazione, suscitando di conseguenza frizioni tra i dipendenti e le aziende". Per gli altri 12300 è ancora tutto in bilico.

Il nuovo supermercato Conad -10 casse - di cui 5 normali e 5 self - e di un parcheggio con 125 posti auto (di cui 2 dedicati ai disabili e 2 alle neo mamme) - si sviluppa su 1.500 mq di superficie di vendita con grande centralità di fresco e freschissimo: l'ortofrutta a il libero servizio, la IV gamma, ed il biologico confezionato, la macelleria con vendita assistita di carni e a libero servizio, la pescheria servita e pesce congelato confezionato, il reparto di salumi e formaggi, gastronomia con banco caldo e rosticceria, la panetteria e pasticceria, offrono infatti ampi assortimenti. 18 nei negozi sotto i 15 dipendenti. "Inoltre, con il passaggio alle dipendenze di un piccolo imprenditore, non è detto che quest'ultimo possa confermare il posto di lavoro a tutti gli impiegati della sede".

Lo sciopero, proclamato dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, sarà supportato da un presidio organizzato davanti al ministero dello Sviluppo Economico in concomitanza del tavolo convocato al dicastero. "Non ci si può permettere che i problemi vengano gestiti in modo frammentato e locale, senza un governo centrale che garantisca la salvaguardia occupazionale e la dignita del lavoro", concludono i rappresentanti dei lavoratori.