L'addio di Draghi a Francoforte: "La mia eredità? Non mollare mai"

L'addio di Draghi a Francoforte:

Ora, gli ultimi atti da presidente, in attesa del passaggio di consegne in programma con una cerimonia lunedì 28 ottobre, quando Mario Draghi saluterà ufficialmente la Bce. "Non c'è stata alcuna reazione da parte mia alle critiche espresse pubblicamente contro il pacchetto di politica monetaria di settembre, e fra i critici, al consiglio di oggi, uno ha invitato all'unità e alla piena realizzazione del pacchetto, un altro ha detto che il passato è passato", ha aggiunto Draghi. Confermato il riavvio del programma di Quantitative easing a 20 miliardi di euro di acquisti netti di asset a partire da novembre, così come restano invariati i tassi negativi sui depositi (-0,5%) e il programma di tiering che permette di applicare il costo solo sui depositi che eccedono una determinata soglia.

"Il Consiglio si aspetta che il Qe funzioni "il più a lungo possibile per rafforzare l'impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e per poi terminare poco prima che si inizi ad aumentare i tassi di interesse chiave della Bce".

"I mercati non hanno frainteso, ma anzi hanno 'letto' correttamente" il senso delle decisioni adottate a settembre dal Consiglio Direttivo della Bce, ha poi affermato Draghi in conferenza stampa per il quale ciò "che è successo dopo la nostra riunione di settembre mostra che le nostre decisioni erano giustificate". A salire sullo scranno più alto della Bce sarà l'ex direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. I falchi della Bce sono preoccupati che un'ulteriore deriva nel territorio a tasso negativo accelererebbe la "giapponeseizzazione", mentre una significativa espansione nel bilancio della Bce è la strada per la monetizzazione del debito.

"Siamo consapevoli dei rischi ma il nostro giudizio sui tassi negativi è buono", è una esperienza molto positiva" che ha portato l'Eurozona "esattamente nella direzione voluta".