Giletti e l’elezione del premier, monta lo sberleffo social

Giletti e l’elezione del premier, monta lo sberleffo social

I commenti su Twitter, che hanno portato l'hashtag #Giletti ad essere, ancora stamattina, secondo tra le tendenze del social network, non si sono fatti attendere e sono numerosissimi: "In Italia non si elegge il Presidente del Consiglio da tanti anni, almeno da quanti #Giletti non è più un giornalista", twitta un utente sdegnato. Sulla bufala dello scandalo per la "reiterata mancata elezione" del Presidente del Consiglio ci ha per anni e anni prosperato (al fine di attaccare Matteo Renzi) il M5s che ora, per la seconda volta, è al Governo con un Primo Ministro (Giuseppe Conte) non certo passato per le Urne.

A sommarsi al danno subito, l'assicurazione, in una missiva, avrebbe negato alla donna il giusto risarcimento per la violenza subita.

L'errore ricorda quello in cui incappò Lorella Cuccarini alcuni mesi fa, ospite dal Lilli Gruber su La7, quando disse: "L'idea che noi possiamo esercitare la sovranità attraverso un voto popolare è un nostro diritto".

Mentana si diverte a fre una lezioncina di Educazione civica: "L'articolo 92 della Costituzione italiana prevede esplicitamente che "Il Presidente della Repubblica nomini il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri". Mentana continua a bastonare Giletti, enuncindo i principi della Costituzione e i doveri del presidente della Repubblica. Ma Giletti restituisce il tentativo di linciaggio in rete.

"Ma quale gaffe sull'elezione del premier!".

Subissato di ingiurie e sfottò sui social come la Cuccarini, il conduttore di Non è l'Arena si è difeso rammentando di essere "laureato in giurisprudenza con 110 e lode" e di conoscere "molto bene la Costituzione" e, all'Adnkronos, ha chiarito: "è chiaro che mi riferivo ad un fatto: da molti anni succede che diventi premier qualcuno che non è stato chiaramente presentato come candidato premier durante la campagna elettorale". L'ultimo presidente del Consiglio indicato come candidato premier di una coalizione già durante la campagna elettorale è stato Silvio Berlusconi. Quindi dal 2008 al 2011. E secondo me non è un bene.

"Ma il mio - prosegue il conduttore di 'Non è l'Arena' - non è un inno all'elezione diretta del premier". "È una constatazione amara sul fatto che da molti anni noi votiamo dei partiti rimanendo però 'al buio' su chi sarà il premier e poi i palazzi decidono a posteriori". È con queste poche battute che, durante l'intervista a Giorgia Meloni a Non è l'Arena, Massimo Giletti ha scatenato un fuoco incrociato di critiche e ironia. "Ma il senso delle mie parole era molto chiaro", conclude Giletti.