Gianluca Vialli può diventare capo delegazione della Nazionale

Gianluca Vialli può diventare capo delegazione della Nazionale

Il ragionamento del c.t. Roberto Mancini non fa una piega, anche se la derelitta Nazionale di Atene non spaventa più di tanto: l'entusiasmo attorno agli azzurri - che saranno verdi per l'occasione con la terza maglia - è il pericolo principale.

L'Europeo è l'unico obiettivo o il focus è proiettato anche sul Mondiale?

I dubbi di formazione: "E' quello tra Barella e Bernardeschi, sì".

"Intanto dobbiamo qualificarci, abbiamo un avversario di fronte, non sarà così semplice". Quando giocavamo insieme siamo stati sfortunati sul piano dei risultati, con una Nazionale fra le migliori al mondo. Poi chiaramente è una squadra che va vista in base a quel che sarà il Mondiale in Qatar. E la qualificazione, possibilmente senza macchia, in un girone abbordabile, deve per forza essere solo l'inizio.

Il ritiro della cordata con i soci Dinan e Knaster ha così indotto Vialli a raggiungere il "gemello" Mancini, suo compagno di squadra nel Doria per otto anni, nel clan azzurro. "Ma all'Europeo vogliamo andare, far bene e arrivare fino in fondo, visto che sono tanti anni che la Coppa Europea manca dalla nostra bacheca". "Qui tutto funziona come un orologio svizzero, io vorrei aggiungere qualcosa". "Oramai è un ragazzo maturo (sorride, ndr) credo possa aiutarci". Oltretutto la Grecia è molto diversa da quella che abbiamo sconfitto a giugno: ha cambiato modulo, allenatore, e ha giocatori più giovani. Lui sa dal primo giorno di questa possibilità, ne ha discusso con Gravina e spero e immagino sia d'accordo. E poi abbiamo fatto una promessa ai bimbi dell'ospedale Bambino Gesù: "per noi sono un esempio e vinceremo per loro", commenta.