Ex moglie Cipollini, 'mi puntò pistola alla testa'

Ex moglie Cipollini, 'mi puntò pistola alla testa'

"Mi ha puntato la pistola alla testa durante una lite". La seconda udienza del processo contro il campione di Ciclismo - imputato per lesioni, stalking e maltrattamenti in famiglia - è stata dedicata alla deposizione di Sabrina Landucci, l'ex moglie del velocista, e del suo attuale compagno Silvio Giusti. Quello più sconcertante sarebbe avvenuto prima della separazione definitiva della coppia avvenuta nel 2016.

"Eravamo nella nostra casa di Monte San Quirico, vicino a Lucca e abbiamo avuto un ennesimo litigio", ha raccontato la donna in aula, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Mio marito era arrivato a casa all'alba e io avevo sospettato un tradimento. Gli atti persecutori non sarebbero finiti neanche dopo la separazione, sempre secondo la testimonianza della donna, e un giorno ci sarebbe stato anche un pericoloso inseguimento in auto. "Quando gliel'ho detto lui mi ha picchiata trascinandomi in camera - ha testimoniato la donna - a quel punto mi ha puntato una pistola carica alla tempia, tenendola così per diverso tempo".

Sabrina Landucci, ex moglie di Mario Cipollini, ha parlato del presunto inferno vissuto al fianco del campione, descrivendo alcuni episodi gravissimi che si sarebbero consumati nel corso degli ultimi 4 anni di convivenza.

L'ex moglie di Cipollini ha spiegato che dopo le esplosioni di rabbia il ciclista "diventava remissivo, piangeva, chiedeva scusa, mi supplicava di perdonarlo". Nonostante un tentativo di riconciliazione, successivamente arrivò il divorzio.