Erdogan contro l'Occidente: "Schierato con i terroristi"

Erdogan contro l'Occidente:

Domenica sera le Forze Democratiche Siriane (SDF), coalizione anti-ISIS composta da curdi e arabi, ha lasciato al città siriana di Ras al Ain, al confine con la Turchia, cedendola al controllo dei turchi come stabilito dalla tregua di giovedì 17 ottobre.

Tregua violata - Le autorità di Ankara hanno accusato i militanti delle Unità di protezione del popolo curdo di aver violato per 36 volte la tregua di 120 ore raggiunta tra la Turchia e gli Stati Uniti per permettere il ritiro degli uomini dell'Ypg dal nordest della Siria.

Il destino della tregua dipende dall'incontro in programma, sempre questo martedì, tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e quello russo Vladimir Putin che discuteranno di 'linee rosse', della cooperazione con le forze di Assad e con la polizia militare russa presenti sul campo. Il presidente turco si rivolge ai Paesi della Nato e i Paesi dell'Unione europea, in un nuovo attacco dove li accusa pubblicamente di schierarsi dalla parte dei combattenti curdi, ritenuti terroristi: "Riuscite a crederci?" "Un convoglio di circa 55 veicoli e' entrato in Ras al-Ain e un convoglio di 86 veicoli e' partito per Tal Tamr", ha detto il ministero della Difesa turco. "Il cessate il fuoco sta tenendo", ha commentato Donald Trump, ribadendo che se la Turchia continua a "comportarsi male" gli Stati Uniti possono imporre sanzioni e dazi. Il portavoce delle Fds Kino Gabriel ha spiegato che "non abbiamo più combattenti in città".

"Riuscite a crederci? - ha aggiunto Erdogan denunciando l'isolamento in cui ormai si trova Ankara dopo l'invito quasi unanime al cessate il fuoco permanente arrivato dalla comunità internazionale - Tutto l'Occidente si è schierato con i terroristi e ci ha attaccato". "Vergognatevi!", hanno urlato i curdi al passaggio dei carri armati americani. Tra queste località c'è quella simbolo della resistenza curda all'Isis, Kobane. Secondo il comandante curdo, gli Stati Uniti dovrebbero lavorare "per limitare il danno provocato dalla decisione di ritirarsi e tutelare le zone che abbiamo liberato insieme".