Dato alle fiamme il palazzo dell'Enel a Santiago del Cile

Dato alle fiamme il palazzo dell'Enel a Santiago del Cile

I vigili del fuoco hanno trovato due corpi carbonizzati mentre una terza persona è morta in ospedale.

In diverse città del paese, supermercati e negozi sono stati saccheggiati, in un clima di caos per le manifestazioni iniziate nella capitale.

Sebastian Pinera, il presidente del Cile, ha dichiarato lo stato di emergenza in due comuni e due province della regione di Santiago dopo gli scontri contro l'aumento del prezzo dei biglietti della metro. La polizia aveva risposto con cariche e gas lacrimogeni e venerdì notte il presidente del Cile Sebastián Piñera aveva dichiarato lo stato di emergenza a Santiago, garantendo poteri straordinari a polizia ed esercito e nominando il generale Javier Iturriaga responsabile delle operazioni. Ma nessuno può minacciare la sicurezza di nessun compatriota. I manifestanti, infatti, ha dato il via a una protesta violenta: si sono verificati incendi in cinque stazioni. Si prevede che lunedì venga riaperta.

A Santiago, la capitale del Cile, è stato imposto il coprifuoco dalle 10 di sabato sera fino alle 7 di domenica mattina e l'esercito è stato massicciamente impiegato nelle strade della città per la prima volta dalla fine della dittatura, nel 1990.

Proteste si sono registrate anche in latre città del Cile: Concepción, Rancagua, Punta Arenas, Valparaíso, Iquique, Antofagasta, Quillota e Talca, secondo i giornali locali.

Eventi culturali e sportivi sono stati cancellati e i negozi ieri sono rimasti chiusi, come pure l'intera rete di trasporto sotterraneo.

Con i recenti aumenti, Pinera ha perso buona parte della sua popolarità e aspre critiche hanno suscitato alcune immagini diffuse in rete che lo ritraggono in un ristorante a celebrare il compleanno di un familiare venerdì sera, mentre montava la rivolta nelle strade.