Catalogna, attesa per il verdetto nel processo ai leader indipendentisti

Catalogna, attesa per il verdetto nel processo ai leader indipendentisti

L'ex vicepresidente della Generalitat, Oriol Junqueras, ha ricevuto la pena più alta, 13 anni, per sedizione e malversazione. La Germania - dove l'ex presidente del governo catalano era stato arrestato - si era rifiutata di estradarlo in Spagna per rispondere al reato di ribellione, per il quale rischiava fino a 25 anni di carcere.

Mentre in Catalogna si moltiplicano le proteste contro le condanne emesse oggi ai danni di 12 leader indipendentisti, anche in Svizzera gli attivisti catalani scaldano i motori della contestazione.

Gli altri condannati sono l'ex portavoce del governo Jordi Turull, gli ex ministri Raul Romeva, Dolors Bassa, Josep Rull, Carles Mundó, Meritxell Borràs, Santi Vila e Joaquim Forn e i due leader indipendentisti Jordi Sànchez e Jordi Cuixart.

Il giudice che ora ha riattivato il mandato d'arresto internazionale è lo stesso che nel 2018 fu costretto a ritirarlo per via delle reticenze della Germania all'estradizione di Puigdemont. Nelle missive il president ricorda che i condannati hanno trascorso due anni in "una detenzione preventiva vergognosa e crudele, per aver difeso il voto e il diritto di decidere il futuro di un intero popolo". La risoluzione del conflitto in Catalogna deve provenire esclusivamente dal dialogo politico.

"Dallo tsunami democratico, facciamo appello a tutti quei cittadini di Madrid indignati da una sentenza che non solo va a colpire i leader politici indipendenti, ma anche la qualità democratica e i diritti civili e sociali di tutti i cittadini spagnoli", hanno dichiarato in una nota i manifestanti. "Con la decisione della Corte Suprema la democrazia spagnola ha perso credibilità". Secondo Sanchez, "nessuno è al di sopra della legge".

Junqueras, da parte sua, ha assicurato che, nonostante le dure sentenze inflitte, il movimento separatista tornerà "ancora piu' forte".

La portavoce Mina Andreeva ha detto che la "Commissione europea non commenta le sentenze dei tribunali nazionali".