Carovita e tassa su Whatsapp, violente proteste in Libano

Carovita e tassa su Whatsapp, violente proteste in Libano

Insomma, una protesta che se non fosse per le difficoltà e i problemi che quotidianamente vivono i cittadini tanto da spingerli, ormai da giorni, a protestare contro il governo, la presenza così colorata e così compatta di uomini e donne di etnia e religione differenti, potrebbe far pensare anche ad un clima di festa in cui trovano posto persino i bambini.

Il Governo ha quindi necessità di trovare altre entrate per tranquillizzare i creditori internazionali: da qui l'idea (impopolare) di applicare una tariffa giornaliera di 20 centesimi di dollaro sulle chiamate via Internet, realizzate tramite applicazioni come WhatsApp, oltre ad aumentare le tasse sulla benzina e sul tabacco. È di 2 morti e 60 feriti il primo, provvisorio bilancio della notte di guerriglia urbana. Ma il numero delle vittime rischia di salire visto che alcuni dei ricoverati sono in gravi condizioni. Una protesta che non tocca solo Beirut. Gli agenti hanno anche lanciato lacrimogeni per disperdere la folla ma la popolazione si è difesa con improvvise barricate fatte con pneumatici date alle fiamme. L'instabilità sociale ed economica è stata ulteriormente aggravata dalla guerra in Siria, che ha spinto circa un milione di profughi a cercare rifugio nel Paese. Scuole, negozi e uffici restano chiusi.

Futuro? Incertissimo. In piazza ci sono un gran numero di teppisti, i provocatori di diverse parti politiche sono all'opera e probabilmente cercheranno di trasformare la festa che protesta in una tragedia della protesta.

La situazione sembra essere tornata alla normalità ma molto presto ci potrebbero essere molte sorprese.

La tensione è alta in tutto il Paese tanto che, come precisato dall'agenzia locale Nna, è stato annullato il Consiglio dei ministri previsto nel pomeriggio di oggi.