Venezia, Mick Jagger sta con gli attivisti "No grandi navi"

Venezia, Mick Jagger sta con gli attivisti

La rock star è uno degli interpreti di "The Burnt Orange Heresy", di Giuseppe Capotondi, film di chiusura della kermesse. Tantissimi ragazzi italiani e stranieri hanno deciso di occupare il red carpet proprio nel giorno in cui si decide il Leone d'Oro, per richiamare l'attenzione sugli effetti del cambiamento climatico e non solo.

"Sono felice che lo facciano, sono quelli che erediteranno il Pianeta".

Chiusura in musica alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Anche Sutherland: "Dobbiamo fare in modo che i nostri nipoti e pronipoti abbiano il coraggio di votare persone migliori di quelle che ci sono oggi, l'ambiente è compromesso e si deve fare qualcosa per fermare quelli che regolano in modo sbagliato il mondo, basta guardare a quello che sta succedendo in Brasile, in Usa e in Gran Bretagna". "Anzi deve indossare anche più maschere pur di non rivelare se stesso". Naturalmente in questo momento c'è inciviltà nella vita politica in tanti paesi, compreso il mio, in quest'ultima settimana in particolare. Il leader dei Rolling Stones è arrivato al Lido verso le 14 ed è stato accolto da una folla di fan. "Le misure Obama adesso sono state distrutte, questi ragazzi devono lottare più forte e ottenere più appoggio possibile e anche in tema di immigrazione si deve dare tutto appoggio".

Venendo al suo exploit d'interprete (in passato aveva fatto piccoli camei) Jagger dice: "Il ruolo è minore ma è importante per la storia. Il mio personaggio è comunque molto affascinante in un film che è alla ricerca della verità". Certo dal vivo se fai un errore non puoi correggerlo, c'è una sensibilità diversa: nel recitare si mette in gioco una parte diversa del cervello e del corpo che non è quello che uso di solito.