Sigarette elettroniche e sindrome polmonare. La puntualizzazione del prof. Fabio Beatrice

Sigarette elettroniche e sindrome polmonare. La puntualizzazione del prof. Fabio Beatrice

Le sigarette elettroniche distruggono la funzione polmonare ed espongono a rischio infezioni interferendo con la funzione immunitaria dei polmoni. Le autorità americane esortano a non utilizzare i dispositivi.

Sale in Usa l'allarme per l'uso delle sigarette elettroniche. Venerdì 6 settembre erano state segnalate due morti sospette, una in Minnesota e un'altra nell'Indiana, che si aggiungevano ad altri due casi segnalati precedentemente (uno in Oregon e uno in Illinois). È diffusa infatti l'abitudine tra gli svapatori di creare da sé le miscele da inserire nel dispositivo elettronico, spesso a partire da materie prime alimentari e non solo; una modalità di consumo che prevede anche l'uso di sostanze a base di THC, cannabinoidi di cui non è possibile determinare l'origine, la purezza né tanto meno la concentrazione. Quella che ormai è definita "un'epidemia" ha coinvolto 33 Stati degli USA. "Gli utenti non dovrebbero modificare i prodotti per svapare o aggiungere sostanze non previste dai produttori". Non minorenni, dunque. Ma sempre molto giovani. "Proprio perché si tratta di sintomi aspecifici, cioè tosse, mancanza di respiro, dolore al torace, non è facile distinguerle dalle altre patologie".

Al contrario, gli studi sono stati fatti per la maggior parte dalle case produttrici, mentre per controllare cosa ci sia esattamente dentro questi aromi, ci sarebbe bisogno di più ricerche indipendenti. Nonostante le autorità federali al momento non abbiano confermato il coinvolgimento di nessun prodotto o sostanza nei casi, una prima pista l'hanno fornita ieri le autorità sanitarie dello Stato di New York. Inoltre, le femmine esposte alle sigarette elettroniche quando erano in utero, avevano la crescita rallentata.

La terza variabile che rende ancora più difficile capire l'esatta causa del malessere, è che molti dei consumatori ospedalizzati potrebbero aver fumato anche altre sostanze oltre alla nicotina. Lo studio dei ricercatori dell'università del North Carolina propone che i liquidi in commercio per le e-cig vengano sottoposti a una verifica case-by-case, ovvero che ognuno di essi venga testato appositamente.