Salvini risponde a Roger Waters: "Ospita i migranti a casa tua"

Salvini risponde a Roger Waters:

"Viviamo in un periodo molto duro, se non poniamo resistenza al fascismo che sta distruggendo il nostro pianeta, non ne rimarrà più niente". Ha risposto così Matteo Salvini a Roger Waters, fondatore dei Pink Floyd, che aveva espresso soddisfazione per l'uscita dal governo del leader della Lega.

Roger Waters non si accontenta di averle cantate a Trump e a Bolsonaro durante i suoi show, e ha qualcosa da dire anche a Salvini: "Grazie a Dio se n'è andato, almeno per un po'. Il potere mai come oggi controlla le nostre vite, c'è un disegno per distruggere questo nostro splendido e fragile pianeta: dobbiamo metterci insieme e resistere perché altrimenti non avremo nulla da lasciare alle prossime generazioni".

Quindi, parlando del suo show, "Quando porti avanti un tour del genere, uno show in 157 tappe ogni volta per un pubblico diverso, sarebbe ridicolo non farne un film". Per Roger Waters bisogna "partire dal rispetto per la dichiarazione dei diritti umani, questo è l'inizio per ricominciare a riparare i danni del neoliberismo".

"Noi italiani abbiamo già accolto e pagato abbastanza", aggiunge Salvini che rafforza il concetto citando, non a caso, il ritornello di Another Brick In The Wall - celeberrima hit del gruppo britannico - che recita "Hey, teachers, leave them kids alone!". Rispettare l'uomo come stabilito nel'48 dopo la seconda guerra mondiale. "Dovremmo essere tutti fratelli, costruire muri non serve, nessuno è più schiavo di chi pensa di essere completamente libero". Us + Them mostra in maniera inequivocabile l'incredibile seguito presso giovani adolescenti che non appartengono certo alla generazione dei Pink Floyd: nel film ci sono tanti primi piani di questi ragazzi che piangono, sanno a memoria le sue canzoni, un rapporto incredibilmente speciale. "Mio padre è una figura eroica, era un obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea convinto a lottare contro i nazisti".