Mediaset: Vivendi, assemblea illegale

Mediaset: Vivendi, assemblea illegale

E questo malgrado l'opposizione che i soci francesi di Vivendi sono pronti a portare fino in fondo. Il voto assembleare dà il via alla fusione tra Mediaset e Mediaset Espana e quindi la nascita della holding di diritto olandese Mfe. Quest'ultima, nei disegni del gruppo di Cologno Monzese, dovrebbe costituire l'ossatura di un nuovo polo tv europeo, aperto all'ingresso di ulteriori gruppi industriali del settore che fossero interessati a farne parte.

L'assemblea è stata convocata per ufficializzare la creazione di una holding fra Mediaset e Mediaset Espana, battezzata Media for Europe (MFE) osteggiata apertamente da Vincent Bollorè, che tuttavia non potrà votare con il restante 19,1% che detiene in Mediaset da tempo sterilizzato nel trust Simon Fiduciaria per volontà di Agcom.

Lo stesso consiglio di amministrazione oggi aveva respinto la richiesta di Simon di partecipare ed esercitare il proprio voto in assemblea, mentre aveva dato il semaforo verde per quanto riguarda Vivendi dopo che il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta presentata nei giorni scorsi dal colosso francese. Ma si tratta secondo Mediaset di una vittoria di Pirro per Vivendi, che potrà sì votare per la prima volta ad un'assemblea di Mediaset, ma che di fatto non potrà influire sull'esito finale trovandosi in minoranza.

"E' una decisione che non condividiamo ma che ottemperiamo", dice il presidente Fedele Confalonieri, a proposito della decisione del Tribunale di Milano di ammettere Vivendi con il 9,9% dei diritti di voto.

Pier Silvio Berlusconi: "Non temiamo recesso di Vivendi" "Non sono per nulla preoccupato" di possibili ingenti recessi dall'operazione MediaforEurope anche perché "siamo convinti che Vivendi non abbia alcuna intenzione di recedere", ha detto l'ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi, rispondendo ai giornalisti. Il fronte del no, capitanato da Vivendi, si è fermato al 21,08% dei diritti di voto.