Lorenzo Fioramonti, il ministro dell'Istruzione che vuole tassare le merendine dei bambini

Lorenzo Fioramonti, il ministro dell'Istruzione che vuole tassare le merendine dei bambini

La quota Castelli Romani, in seno all'esecutivo, indebolita dalla fuoriuscita della veliterna Elisabetta Trenta, ormai ex ministro alla Difesa, è stata rimpinguata da Lorenzo Fioramonti, residente a Grottaferrata, nominato ministro alla Pubblica Istruzione. E ribadisce il diktat del miliardo per l'università: "Quella promessa (fatta da viceministro sulle sue dimissioni se l'investimento non arrivava per Natale 2019', ndr) vale anche da ministro: un miliardo per l'università entro Natale o mi dimetto". Fioramonti, laureato in Storia del Pensiero Politico ed Economico Moderno presso la facoltà di Filosofia dell'università di Roma Tor Vergata, è docente universitario. Ovvero? L'idea è, spiega il neoministro che oggi giura al Quirinale con tutti gli altri colleghi di governo, che se "faccio un'attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato, metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani". La tesi con cui ha conseguito il titolo riguarda i diritti di proprietà e individuali in America e in Europa. Un vecchio pallino del Movimento 5 Stelle, lanciato da Luigi Di Maio che avrebbe voluto una tassa sulla Coca-Cola quando era ministro dello Sviluppo Economico: "Vorrei delle tasse di scopo - ha detto Fioramonti -".

Romano, classe '77, Lorenzo Fioramonti è membro della Camera dei deputati, eletto il 4 Marzo 2018 con il M5S. Spicca anche come membro del Center for Social Investment dell'Università di Heidelberg, della Hertie School of Governance e dell'Università delle Nazioni Unite.

Lorenzo Fioramonti, il ministro dell'Istruzione che vuole tassare le merendine dei bambini
Lorenzo Fioramonti, il ministro dell'Istruzione che vuole tassare le merendine dei bambini

Fioramonti è anche coautore e co-editore di una serie di libri tra cui Gross Domestic Problem: la politica dietro il numero più potente del mondo (2013) e Il modo in cui i numeri governano il mondo: l'uso e l'abuso delle statistiche nella politica globale (2014), entrambi best seller. Ha una rubrica mensile nel Business Day, il principale quotidiano finanziario del Sudafrica.