L'addio al pianoforte di Ezio Bosso. Il maestro continuerà a dirigere…

L'addio al pianoforte di Ezio Bosso. Il maestro continuerà a dirigere…

Tuttavia, smentendo chi ha scritto che si ritirava dalle scene, il Maestro ha precisato tramite la sua pagina facebook che non lascerà il mondo della musica. "Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso", parole che pronuncia con dolore.

Ecco Ezio è anche questo: uno straordinario catalizzatore e divulgatore di idee e di valori, di cui la sua musica è portavoce ed amplificatore, oggi più che mai.

Le parole hanno destato scalpore, o meglio per chi non conosceva la sua condizione di salute nel dettaglio, sono state un colpo al cuore: in realtà Bosso aveva reso nota la sua volontà - forzata - di accantonare il pianoforte già due anni fa, quando aveva ribadito (in tempi non sospetti) la portata della sua patologia fortemente degenerativa. "Smettetela di chiedermelo". Ciò non significa che la carriera di Bosso sia finita, perché fin quando ce la farà, continuerà a dirigere l'orchestra. Soffro tantissimo per questa cosa, non riesco più a dare abbastanza alla musica. "Smettetela di scrivermi che vorreste vedermi al pianoforte", ha detto Bosso. La rivelazione durante la Fiera del Levante che sta avendo luogo a Bari, dove il maestro ha presenziato a un'incontro dedicato alla musica.

Amareggiato, aggiunge: "non si vede la bellezza di altro, quello per cui lotto". Nonostante il dramma, Bosso non ha perso la speranza e il suo coraggio, e ha continuato a fare musica: "Rinunciare al piano non mi pesa poi troppo". Il musicista ha scoperto di essere affetto dalla malattia neurologica nel 2011, dopo un intervento al cervello.

"E mi addolora che per quanto combatta contro le strumentalizzazioni, si scade sempre in quel pietismo sensazionalistico e queste cose si che mi farebbero ritirare davvero...", conclude il musicista. Ora lui stesso ha ammesso che ha due dita che non rispondono più bene a quello che il cervello comanda.

Il musicista ha però messo in chiaro che il successo in campo musicale non è solo questione di doni innati, ma anche e soprattutto di studio: "Il musicista non lo si diventa solo per talento, a un certo punto, soprattutto chi ce l'ha, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina", ha commentato.