La Fed taglia (ancora) i tassi e fa arrabbiare Trump

La Fed taglia (ancora) i tassi e fa arrabbiare Trump

Le attese per oggi sono per una riduzione del costo del denaro di 25 punti base all'1,75-2%, con la possibile distensione sul fronte commerciale Usa-Cina che torna a cambiare gli scenari: il presidente americano, Donald Trump, ha mostrato ottimismo su un possibile raggiungimento di un accordo prima delle elezioni del 2020 e ha detto che Pechino "sta iniziando a comprare i nostri prodotti agricoli in grande quantità". Ieri la Fed ha poi abbassato il tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto, portando la forchetta tra l'1,75% e il 2%. Nessun rischio sistemico o crisi del credito, solo un problema tecnico legato a una carenza di cash, assicurano gli analisti, lasciando però spazio a qualche preoccupazione, visto che decisioni così rare e inusuali non si vedevano dal tempo della crisi. Mercoledì 18, il presidente Jay Powell comunicherà le decisioni prese dagli 11 membri del Federal Open Market Committee in tema di tassi di interesse.

E in effetti i vertici della Fed sono divisi: il taglio dei tassi è stato deciso con sette voti favorevoli e tre contrari.

Certo, le incertezze aumentano, soprattutto quelle legate ad un rallentamento dell'economia globale, vedi la Cina e l'Europa, e a un rallentamento del commercio mondiale, frenato dalla guerra dei dazi e da un aumento delle imposizioni che hanno come risultato finale quello di frenare esportazioni e investimenti.

La posizione della Federal Reserve è difficile, trovandosi stretta da una parte dalle richieste dell'Amministrazione Trump di svariati tagli e dall'altra da uno scenario macro ancora positiva che non necessiterebbe quindi di ulteriori spinte monetarie. Sono questi i messaggi con cui Jerome Powell ha cercato di rassicurare i mercati, anche sulle iniezioni di liquidità realizzate negli ultimi due giorni per ridare fiato al mercato monetario statunitense. Dopo il taglio dei tassi Wall Street ha accentuato il calo dei titoli con il Dow Jones che ha ceduto lo 0,50%, il Nasdaq lo 0,84% e l'indice S&P500 lo 0,58%.