Il nuovo Governo Conte

Il nuovo Governo Conte

Gli ottimisti, quelli che ritengono che il governo durerà sino a fine legislatura, sono il 15%.

Daniele Leodori, vice di Zingaretti e presidente d'aula alla Pisana sino a pochi mesi fa dal 2013, getta acqua sul fuoco sulla possibilità che il Pd stabilisca un rapporto organico con i 5 stelle in Regione Lazio, dopo la costituzione del nuovo governo Conte, di cui la capogruppo grillina Roberta Lombardi è stata una corifea della prima ora.

Le cose funzionano se c'è rispetto e lealtà reciproca. Alle sue spalle il Pd conquista un altro punto percentuale arrivando al 22,1%.

Prospettive che sembravano impensabili e irraggiungibili, oggi diventate realtà e modello imprescindibile di riferimento. Non farlo in Umbria, in maniera chiara e trasparente e con coraggio e velocità, sarebbe un non senso, una rischiosa resa anticipata ed immotivata al centrodestra per chi sta sperando nell'apertura di una fase diversa per il paese e per la nostra regione.

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Ci sono le condizioni per farlo da subito.

"Gianroberto era malato, aveva i giorni contati, e fu così che nel m5s partì la prima Foresta dei Pugnali Volanti". I valori non sono cambiati e nemmeno le idee e i programmi. Non mollerò la presa un secondo e vorrò dalla politica risposte certe per i cittadini che rappresentiamo nelle istituzioni.

Certo, il Pd ha ottenuto il Ministero all'Economia e l'intera rappresentanza in Europa, ma questo non basta certo a riequilibrare i rapporti di forza in termini di potere e di gestione e condanna i democratici ad assumere l'intera responsabilità della partita più difficile e dispendiosa, come testimoniato dal veto immediatamente posto dai governi del Nord Europa sull'ipotesi Gentiloni agli Affari Economici. A oggi, se si andasse a votare avrebbe il 30 % delle preferenze degli italiani, il che gli permetterebbe di essere la prima forza al Governo.

"Per vincere serve più del 40%". Tra coloro che hanno detto di sostenere il nuovo esecutivo la soddisfazione maggiore è stata registrata tra gli elettori del M5s (82%) mentre tra i dem l'indice di sostegno si è fermato al 74%. Parafrasando la celebre frase del Manzoni, si può perfettamente sintetizzare quello che è stato il responso del nostro sondaggio sul nuovo esecutivo giallorosso, una indagine questa che non ha valore scientifico ma soltanto fortemente indicativo visti anche i quasi 25.000 lettori (24.961 per l'esattezza) che hanno partecipato. Il Pd da questa prova esce sostanzialmente unito nonostante l'uscita di Carlo Calenda, ma sa che il suo destino è strettamente legato al successo del governo ed alla sua durata.