Facebook, basta riconoscimento facciale automatico

Facebook, basta riconoscimento facciale automatico

Collegare la tecnologia di riconoscimento facciale Facebook con un paio di occhiali "smart" e riconoscere l'identità di chi si ha di fronte insieme con tutti i suoi interessi e preferenze è molto più che un progetto fantascientifico. Quindi tutte le volte che un amico postava una foto in cui compariva un amico, che a sua volta aveva attivato la funzionalità, ecco che la piattaforma taggava in automatico.

Facebook ha poi dichiarato nell'annuncio che i nuovi utenti e quelli che hanno già attivato il riconoscimento facciale riceveranno a breve un avviso che informa delle pratiche del colosso in questo senso. Insomma si dovrà decidere se il proprio viso rimarrà privato o esposto alla tecnologia del riconoscimento facciale.

D'ora in avanti la funzione "suggerimenti tag" non ci sarà più.

Nell'attesa che venga messa a regime la novità in questione, rivoluzionaria secondo Repubblica, perché prevede un approccio di tipo opt-in (necessità di dare il consenso per ottenerne l'attivazione), ha destato non poche polemiche una ricerca, condotta presso l'università spagnola Carlo III, dalla quale emerge come sia possibile, per gli investitori pubblicitari del social, profilare gli utenti secondo dati molto sensibili, comprensivi anche dell'orientamento sessuale.

Gli utenti che hanno già il riconoscimento facciale attivo potranno continuare a gestire le proprie foto con triplice possibilità di scelta, auto-taggarsi, non auto-taggarsi oppure segnalare l'immagine per chiederne la rimozione.

Gli utenti che accettano consentiranno al sistema di intelligenza artificiale di identificare la propria presenza in altre foto. Nel caso in cui decidessimo invece di non taggarli, riceveranno da Facebook una notifica di segnalazione del nostro contenuto. "Inoltre, funzionalità come Photo Review, che ti consente di sapere quando compari nelle foto anche se non sei taggato, purché tu abbia l'autorizzazione a vedere il post in base alle sue impostazioni sulla privacy, non saranno attivate". Una situazione pesante, la società ha perso in appello, che, nel caso in cui dovesse perdere, potrebbe trasformarsi in una nuova pesante multa miliardaria.