Conte bis, il governo ha giurato

Conte bis, il governo ha giurato

Giuseppe Conte scioglie la riserva al Quirinale e presenta la lista dei ministri. Il nuovo governo M5s-Pd entrerà nella pienezza dei poteri dopo la fiducia alle Camere. "C'è una maggioranza parlamentare e si è formato un governo".

Non risparmia le stoccate al fu governo "gialloverde" Adu - Ambiente Diritti Uguaglianza - commentando la formazione del nuovo esecutivo nazionale guidato ancora da Giuseppe Conte, che giusto ieri ha prestato giuramento.

I temi economici sono ovviamente in primo piano, a cominciare dal punto 1 che contiene una sorta di dichiarazione generale di politica economica e offre una chiave di lettura del resto del programma. Proprio quest'ultimo, la prefetta di Milano Luciana Lamorgese, sarà a capo del ministero dell'Interno: una scelta, secondo alcuni commentatori, dovuta alla precisa volontà di non politicizzare un dicastero che invece era stato pesantemente - e in maniera controversa - politicizzato con il leader della Lega Matteo Salvini.

"Oggi, con un certo sollievo, non ci resta, come cittadini e come movimento politico - chiude Adu -, che esercitare il controllo e la critica nei confronti delle future politiche della nuova compagine governativa, coscienti di esserci lasciati alle spalle, forse solo momentaneamente, una brutta stagione in cui i più deboli sono stati aggrediti, i diritti di tutti sono stati calpestati e offesi, le donne sono state minacciate nelle loro più importanti conquiste e il Paese tutto ha subito la riproposizione di parole, modi, gesti e proclami che pensavamo relegati in un ventennio tristemente noto".

In totale più della metà (11 su 21) sono i ministri nati al meridione. Ora in testa c'è la Campania con 4 uomini (Di Maio, Vincenzo Spadafora, Enzo Amendola, Sergio Costa), seguita da 3 siciliani. Il neo ministro ha anche cugini che risiedono ad Adrano. Lavoriamo come e più di prima, non potranno scappare dal giudizio degli italiani troppo a lungo: "siamo pronti, il tempo è galantuomo, alla fine vinceremo noi". Quasi la fotocopia dei due vicepremier del primo governo Conte. La maggior parte e' arrivata accompagnata dai rispettivi familiari, rigorosamente in silenzio ad eccezione di Francesco Boccia, Dario Franceschini e Paola De Micheli che hanno scambiato qualche battuta con i cronisti.