Com’è andato l’incontro tra Johnson e Juncker sulla Brexit

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Il premier Johnson da parte sua "ha riconfermato il suo impegno sull'Accordo del Venerdì santo e la sua determinazione a raggiungere un accordo senza il backstop, che il Parlamento britannico possa sostenere - si legge in una nota di Downing Street - Il premier ha ribadito che non richiederà un'estensione ed uscirà dall'Ue il 31 ottobre".

Rzegocki ha sottolineato che le domande dovranno "essere presentate entro la fine di giugno 2021, e nel caso in cui il Regno Unito lasciasse la UE senza un accordo, entro la fine del 2020".

Ad ogni modo, non tutto è perduto.

Nell'intervista paragona la Gran Bretagna a Hulk: "Più si arrabbia, più Hulk diventa forte".

Gli 800.000 polacchi che vivono nel Regno Unito sono stati invitati a "considerare seriamente" il ritorno nel loro paese d'origine dopo la Brexit.

TradinGo! Il nuovo canale TELEGRAM gratuito con Opportunità di Trading e Analisi giornaliere offerte da Andrea Di Marco - Trader Indipendente. Così Boris Johnons ha spiegato il perché della decisione di snobbare platealmente il podio congiunto col collega lussemburghese Xavier Bettel, dopo i suoi incontri sulla Brexit. Ovviamente l'obiettivo sarà quello di evitare l'ipotesi di no-deal, la stessa che ha ripetutamente messo in guardia i mercati e la sterlina inglese. Lo ha detto un portavoce, precisando che Johnson non intende accettare ultimatum e continua a guardare al Consiglio Europeo del 17-18 ottobre come il termine ultimo per un'intesa.

Il paragone fatto dal premier è stato definito come "infantile" dal coordinatore del Parlamento europeo per la Brexit, Guy Verhofstadt, il quale ha chiesto: "l'Ue dovrebbe essere spaventata da questo?".