Brexit: doppia disfatta per il premier Boris Johnson alla Camera dei Comuni

Brexit: doppia disfatta per il premier Boris Johnson alla Camera dei Comuni

Dopo la discussione degli emendamenti ed nuova lettura tecnica, anche nel terzo voto, conclusosi con 327 favorevoli e 299 contrari, la Camera dei Comuni ha dato il via libera.

Le divisioni interne ai partiti, unite al fatto che la scelta su Brexit viene considerata dal Regno Unito la più importante e decisiva per il paese degli ultimi decenni, hanno provocato l'attuale situazione di stallo in Parlamento. Il premier Tory ha detto che solo il voto può stabilire chi fra lui e il laburista Jeremy Corbyn debba negoziare la Brexit. La mozione, che per passare aveva bisogno di un quorum di due terzi ai Comuni (almeno 434 deputati) ma è stata appoggiata da 298 contro 56, in una votazione dove ha pesato l'astensione.

Il premier britannico, come previsto, ha poi presentato la mozione che chiede lo scioglimento della Camera e lo svolgimento di elezioni anticipate il 15 ottobre.

La legge anti no deal è oggi alla Camera dei Lord e se passerà costringerà Johnson a chiedere all'Ue un rinvio fino al 31 gennaio 2020, se prima del 19 ottobre non si raggiungerà un accordo di recesso con Bruxelles.

Johnson ha subito annunciato l'intenzione di indire elezioni anticipate il mese prossimo, prima cioè della scadenza della Brexit fissata - per ora - al 31 ottobre. Opporsi ripetutamente al meccanismo del "backstop" senza proporre niente di alternativo lascia il tempo che trova, visto che impedire la creazione di un confine rigido tra Irlanda e Irlanda del Nord - obiettivo primario del "backstop" - è un punto non negoziabile per l'Unione Europea. Votare una legge per impedire il "no deal" - che nella pratica significa obbligare il governo Johnson a chiedere all'Unione Europea di rimandare nuovamente la data di Brexit - non assicura in nessun modo l'uscita senza accordo, perché l'Unione Europea potrebbe rifiutare, soprattutto per la mancanza di proposte alternative. Le opposizioni stanno tentando di evitare il No Deal.