Arabia Saudita, attacco con droni alla raffineria più grande del mondo

Arabia Saudita, attacco con droni alla raffineria più grande del mondo

Il quale suggerisce che sarebbero un pretesto per giustificare "azioni future" contro l'Iran. Gli USA estraggono sempre più petrolio grazie al fracking, l'estrazione che si ottiene frantumando le rocce di scisto, e in questo modo hanno ridotto la loro dipendenza dal petrolio saudita. Questa è una sconfitta per l'artefice della politica saudita degli ultimi anni ovvero Mohammad Bin Salman, il giovane principe, irrequieto e scalpitante.

Giornata no per i grandi nomi dei servizi petroliferi mondiali, con perdite tra i 4 e i 5 punti percentuali per titoli come l'italiana Saipem o l'americana Schlumberger dopo che fonti dell'Arabia Saudita citate da Reuters hanno circa la possibilità per Riad di ripristinare entro "due o tre settimane" la produzione dell'impianto di raffinazione di Aramco presso Abqaiq, colpito sabato da 20 droni e vari missili.

Una delle immagini diffuse dagli americani dopo l'attacco in Arabia Saudita
Una delle immagini diffuse dagli americani dopo l'attacco in Arabia Saudita

Intanto sia l'Unione Europea che la Russia hanno chiesto moderazione, per evitare un'escalation preoccupante nella regione e anche per scongiurare ulteriori impennate del prezzo del petrolio. "La vecchia lampadina alogena invece funzionava molto bene" e riferendosi a quelle a risparmio energetico ha detto: "Le venderemo, ma venderemo anche quelle alogene", aggiungendo che i nuovi dispositivi quando si rompono vanno trattati come "rifiuti pericolosi". I guardiani della rivoluzione si sono poi detti "pronti alla guerra su larga scala".

In passato i ribelli Houthi hanno attaccato più volte il territorio saudita con droni. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato che "non c'è alcuna prova che gli attacchi siano arrivati dallo Yemen" e ha accusato direttamente l'Iran. Tuttavia, considerando le enormi dimensioni delle strutture colpite, è plausibile che ci saranno ripercussioni su produzione e prezzi. Khurais produce 1,5 milioni di barili al giorno mentre Abqaiq aiuta a produrre fino a 7 milioni di barili al giorno. L'Arabia Saudita è intervenuta a partire dal marzo 2015 soprattutto con campagne di bombardamenti aerei che hanno ucciso migliaia di civili e distrutto le già fatiscenti infrastrutture sanitarie yemenite, favorendo la diffusione di epidemie e malattie e la carenza di acqua potabile.