Venticinque anni senza Domenico Modugno, l'uomo che ha fatto volare due generazioni

Venticinque anni senza Domenico Modugno, l'uomo che ha fatto volare due generazioni

Estro e talento, attaccamento alla propria terra e al proprio dialetto (anche se non solo il suo) ma anche la capacità di cogliere le sfumature di un'Italia che andava dal dopoguerra alla modernità: un concentrato di vita che si aprì, come le sue braccia, sul palco del Salone delle feste del Casinò di Sanremo nel 1958, quando assieme a Johnny Dorelli portò agli italiani la canzone che aveva concepito con l'amico Franco Migliacci. Tuttavia sarebbe anche davvero ingeneroso cucire a un artista di questo calibro e di questa prodigiosa ancorché inedita multiformità la sola giacca - naturalmente celeste - della magia e della malìa.

Domenico Modugno oggi, 6 agosto, viene ricordato a 25 anni dalla sua morte.

Anche quest'anno si rinnova la partnership con la Federazione Autori - che rappresenta molti dei più importanti Autori professionisti italiani che hanno creato gran parte della Cultura popolare del nostro Paese e l'hanno resa famosa nel mondo - finalizzata a stimolare e incentivare la creatività nei giovani attraverso l'esempio della vita e della produzione artistica di un grande artista e dei numerosi ospiti della serata. Lui invece è già lì, talmente avanti nel processo da sperimentare una crisi mostrandosi a ognuno per quel che, strutturalmente, è: non un altro cantante dalla vocalità prestante e prestata a sfilacciate canzoncine moribonde indegne della forma canzone ma, puramente, un autore.

230 canzoni, e poi cinema, teatro e televisione. Con Pier Paolo Pasolini non solo recita ma scrive "Che cosa sono le nuvole", lavorando su parole e frasi estratte da Pasolini stesso dall'Otello di Shakespeare. Questa canzone avrà così tanto successo in Italia da vendere 800.000 copie e altre 12 milioni di copie in tutto il mondo; sarà tradotta in diverse lingue e arriverà in vetta alle classifiche statunitensi, premiata con tre Gremmy Awards, come disco dell'anno, come canzone dell'anno e come miglior interprete. Dopo l'annuncio del Premio Modugno 2019 a Ermal Meta, voluto per la prima volta dalla Famiglia Modugno, l'amministrazione comunale ha deciso di assegnare ad Al Bano il premio Città di Polignano a Mare 2019, che sarà consegnato nel corso della serata. L'appuntamento è per il 6 agosto in piazza Aldo Moro.

Clamorosamente è legata sempre al Festival l'esclusione di un altro capolavoro di Domenico Modugno, infatti nel '68 venne scartata dalla giuria selezionatrice il brano Meraviglioso, in quanto ritenuta non adatta alla manifestazione, ma rivalutata successivamente e riportata al successo negli ultimi anni anche dalla band salentina dei Negramaro.