Salvini ha chiesto che si torni a votare

Salvini ha chiesto che si torni a votare

Questo governo è vivo (difficile non succeda niente), morto (elezioni subito) o X (rimpasto)? E' bastata l'improvvisa visita di Conte a casa Mattarella per scatenare la reazione di Lega e M5s. Una posizione che non sembra lasciare adito a scappatoie o a soluzioni politicamente pacifiche. Negli ultimi tre mesi qualcosa è cambiato, qualcosa si è rotto. Il ministro dell'interno ha poi aggiunto: "Non dirò mai niente contro Di Maio e Conte, abbiamo lavorato insieme e sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto". Mentre il leader della Lega parlerà ai suoi sostenitori, Conte si confronterà con i giornalisti provando a rispondere a tutte le domande.

Per tutta la giornata Salvini sui social network non ha speso una parola per la crisi di governo.

ORE 17.08 - Anche Di Maio a Palazzo Chigi. Dopo ore di incertezza (andare o non andare?) Matteo Salvini ha scelto: disertare Sabaudia e volare a Roma direttamente da Arcore, dove ieri sera il vicepremier ha tenuto il suo comizio annuale nel piccolo comune che fu il simbolo del berlusconismo. "Parliamo solo attraverso note e fonti ufficiali", dicono.

Conte e Salvini su un punto si trovano d'accordo: l'attuale premier ha voluto che Salvini uscisse allo scoperto dichiarando chiaramente i motivi della crisi ed assumendosi tutta la responsabilità di una scelta così grave; l'auto-candidato a prenderne il posto alla Presidenza del consiglio ha immediatamente accettato la sfida. "Per noi la poltrona vale meno di zero, se serve parlano gli italiani".

Insomma, l'impressione che la stampa estera registra guardando alla crisi di governo italiana non è poi troppo diversa da quella di chi la vive più da vicino: probabilmente per il ministro dell'Interno e leader della Lega questo era il momento giusto per far cadere il governo, vincere le elezioni a ottobre e così governare con un consenso plebiscitario, liberandosi dei 5 stelle. "La nota della Lega è incomprensibile". Lo sottolineano fonti di governo leghiste. Il Movimento è al lavoro come ogni giorno per il Paese e dunque lo è anche il capo politico, Luigi Di Maio. "Bisogna far le cose bene, in fretta e con coraggio, bisogna sbloccare le opere pubbliche, non abbiamo bisogno di ministri che le bloccano".

Di Maio: Sono stanco dei giochini di Palazzo e poltrone.

.

"Come ho già chiarito nel corso della mia informativa resa al Senato sulle inchieste russe - aveva detto ancora il presidente del Consiglio - personalmente non considero il confronto tra governo e Parlamento un molesto orpello del nostro sistema democratico ma la vera essenza della nostra forma di governo e in particolare di una democrazia parlamentare".