Salute, in Italia via alla terapia antitumorale Car-T

Salute, in Italia via alla terapia antitumorale Car-T

"In considerazione della rilevanza, dell'innovatività delle terapie e della loro prevedibile evoluzione, nonché delle ricadute in termini sia economici che organizzativi sul sistema sanitario, è stato avviato un confronto tra le Regioni, l'AIFA e il Ministero della Salute, per la definizione di un percorso condiviso di programmazione e di gestione dell'introduzione di tali terapie a carico del Sistema sanitario nazionale, mentre la commissione tecnico scientifica dell'Agenzia Italiana del Farmaco ha individuato i requisiti minimi che dovranno possedere i centri per essere sottoposti alla qualifica da parte delle ditte produttrici". Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, commenta il via libera dato dall'Aifa alla rimborsabilità della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) disponibile in Italia.

Una volta estratte queste cellule che maturano nella ghiandola Timo a partire dai timociti (per questo possiedono la desinenza T, pur se alcune maturano anche nelle tonsille), essi vengono riprogrammati, ossia differenziati per attaccare il particolare tipo di tumore, riconoscendolo come corpo estraneo.

I globuli bianchi (linfociti T) sono la chiave di volta: vengono prelevati dal paziente e appositamente ingegnerizzati per attivare il sistema immunitario. Tisagenlecleucel è l'unico CAR-T a essere indicato in bambini e ragazzi con Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) a cellule B e in adulti con Linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), che siano diventati resistenti alle altre terapie, o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard. Quindi è il sistema immunitario stesso del paziente a sconfiggere il tumore.

"Siamo soddisfatti per questo accordo con Aifa, che permetterà di offrire ai pazienti con Lla e Dlcbl che hanno esaurito qualsiasi opzione terapeutica, una terapia efficace e una nuova speranza di cura nel rispetto della sostenibilità del sistema", ha dichiarato Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology. Disponibilità del trattamento: non prima di settembre Considerando i tempi tecnici necessari per la ratifica da parte di AIFA e la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, presumibilmente il trattamento non sarà disponibile prima di settembre. L'utilizzo di tisagenlecleucel per altre tipologie tumorali e' ancora in fase di ricerca e come tale non ci sono dati a supporto per il suo utilizzo al di fuori di tali indicazioni se non all'interno di studi clinici. Inoltre, induce una maggior differenziazione delle cellule CAR-T in linfociti T della memoria, così che all'azione antitumorale persistente si affianca un'attività di immuno-sorveglianza nei confronti delle cellule cancerose.

La terapia Car-T potrà essere prescritta a quei pazienti affetti da linfoma diffuso che non abbiamo ottenuto beneficio dalle altre terapie, oppure che abbiano avuto una ricaduta dopo una prima risposta positiva alle precedenti terapie.

La terapia CAR-T può portare ad effetti collaterali, come il rilascio di citochine, che possono richiedere il ricovero del paziente in terapia intensiva. Il presidente dell'Ail ha spiegato che "il prossimo passo sarà quello di individuare i centri dove le CAR-T potranno essere utilizzate, dal momento che è necessario un alto livello di specializzazione e una grande esperienza nel trapianto di cellule staminali". Questa svolta epocale nella lotta ai tumori è il frutto di avanzate ricerche scientifiche iniziate alcuni anni fa grazie anche alla partnership sviluppata nel 2012 da Novartis con la University of Pennsylvania, la prima realtà accademica a diffondere risultati promettenti sulle terapie cellulari CAR-T.