Pronto soccorso, non esiste più il codice giallo

Pronto soccorso, non esiste più il codice giallo

Cambiano le regole al Pronto soccorso, con tre obiettivi prioritari: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni.

In particolare: il codice rosso equivarrà a "emergenza che necessita di un accesso immediato"; arancione per "urgenze che vanno gestite entro brevissimo tempo"; azzurro per "interventi che vanno gestiti entro un'ora"; verde per "urgenze minori da gestire entro due ore"; e bianco per "interventi non urgenti da gestire entro quattro ore". È necessario, altresì, prevedere una campagna di informazione sul nuovo sistema di codifica al Triage rivolta agli utenti del SSN. Il modello proposto è quello 'hub & spoke', con la conseguente classificazione delle strutture ospedaliere in funzione della diversa complessità clinico-assistenziale, differenziando i presidi ospedalieri in sedi di Pronto Soccorso, Dea di 1° livello e Dea di 2° livello.

Giovanni Messori Ioli Commissario straordinario della Asl di Asti "Le novità potranno portare vantaggi importanti, verranno ridotti i tempi di attesa, dopo otto ore il paziente potrà trovare un letto in un reparto o andare a casa". La misura è appena stata approvata e presto dovrebbe entrare a pieno regime.

La riunione ha inoltre dato il via libera al decreto di riparto dei 400 milioni di euro, stanziati dalla Legge di bilancio 2019 (350 milioni) e dal Decreto Fiscale (50 milioni) per ridurre i tempi di attesa nell'erogazione delle prestazioni sanitarie, anche mediante la digitalizzazione dei CUP. "Perché, non dobbiamo mai dimenticarlo, in Italia abbiamo il migliore sistema sanitario del mondo, anche se gli avvenimenti spiacevoli fanno più notizia e troppe volte si parla, sbagliando, in termini negativi di questo settore".

Perplessità arrivano però da Francesco Rocco Pugliese, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza: "Non credo che ci sarà una riduzione dei tempi di attesa, perché il vero problema è che nei Pronto soccorso italiani mancano all'appello 2.000 medici ed è il medico che deve visitare i pazienti. Con un numero cosi' esiguo di medici e' impossibile rispettare i tempi massimi di attesa previsti per l'accesso ai Pronto soccorso".

Un'ulteriore novità prevista è l'ideazione di un'area "see and treat", nella quale gli infermieri in possesso di una formazione specifica potranno applicare i protocolli standard previsti per curare le urgenze minori, con lo scopo dichiarato di ridurre il sovraffollamento delle strutture.