Ponte Morandi, il Papa ai genovesi: "Non lasciatevi rubare la speranza"

Ponte Morandi, il Papa ai genovesi:

"Commentando il vangelo della domenica (19ma per anno, C, Lc 12,32-48), che parla della "continua vigilanza, per cogliere il passaggio di Dio nella propria vita", Francesco ha sottolineato che il brano evangelico suggerisce due modalità:" Anzitutto "le vesti strette ai fianchi", un'immagine che richiama l'atteggiamento del pellegrino, pronto per mettersi in cammino. Ho però un messaggio che sgorga dal mio cuore di padre e di fratello, e che vorrei trasmettervi.

La vita di fede non è statica, prosegue, presenta sempre tappe nuove "che il Signore stesso indica giorno dopo giorno".

Le lampade accese - aggiunge ancora il Pontefice - stanno ad indicare che dobbiamo "vivere una fede matura, capace di illuminare le tante notti della vita". La lampada della fede richiede di essere alimentata di continuo, con l'incontro con Gesù nella preghiera e nell'ascolto della sua Parola. "Nessuno - ha ammonito - può ritirarsi intimisticamente nella certezza della propria salvezza, disinteressandosi degli altri". Nella lettera - scrive Vatican News - Papa Francesco, ad un giorno di distanza dal primo anniversario del crollo, ricorda quella tragica giornata: "Voglio dirvi che non vi ho dimenticato, che ho pregato e prego per le vittime, per i loro familiari, per i feriti, per gli sfollati, per voi tutti, per Genova. In questa prospettiva, ogni istante diventa prezioso, per cui bisogna vivere e agire su questa terra avendo nel cuore la nostalgia del cielo". Non siamo soli, abbiamo una Madre che dal Cielo ci guarda con amore e ci sta vicino. La gioia eterna del paradiso si manifesta così: "la situazione si capovolgerà, e non saranno più i servi, cioè noi, a servire Dio, ma Dio stesso si metterà a nostro servizio".

L'impegno del cristiano, ha aggiunto, deve essere quello di "costruire un mondo più giusto e fraterno". Le quattro Convenzioni di Ginevra impegnano gli Stati contraenti ad assicurare una protezione adeguata ai civili coinvolti nei conflitti e a riservare un determinato trattamento minimo ai prigionieri di guerra e ai feriti delle Forze armate. Tutti sono tenuti a osservare i limiti imposti dal diritto internazionale umanitario, proteggendo le popolazioni inermi e le strutture civili, specialmente ospedali, scuole, luoghi di culto, campi-profughi. Infine il richiamo a non dimenticare "che la guerra e il terrorismo sono sempre una grave perdita per l'intera umanità".