Pjanic: "A Roma partono sempre i più bravi. Alla fine ti stufi"

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Il belga è un grande amico di Pjanic ma anche il bosniaco non nega alcuni eccessi caratteriali di Nainggolan.

Radja Nainggolan ha deciso di ripartire dal Cagliari, il suo primo club in Serie A. Nella sua stagione all'Inter non ha convinto del tutto, anche per la sua indole e il suo carattere, che a volte lo hanno portato a commettere qualche errore di troppo. Ma ogni tanto commette degli sbagli, è troppo diretto e troppo aperto, dovrebbe essere più intelligente e più discreto. Ma ha vissuto tutta la sua carriera in questo modo, forse da il meglio di sé in queste situazioni: "comunque spero ne esca". Li ho sentiti e ne abbiamo parlato: sono dispiaciuti e loro stessi faticano a darsi una spiegazione. Totti si è tirato fuori da una situazione che non gli stava bene, non condivideva le modalità di gestione del club e il suo ruolo - rivela Pjanic al settimanale -. Quello che hanno fatto a De Rossi, poi, è davvero un mistero. Quando vedi partire i più bravi, anno dopo anno, ti fai delle domande. "In moschea a Torino non sono mai andato", spiega Miralem Pjanic che poi si sofferma sulle sue origini e il rapporto con la famiglia. Certo, è normale. È uno che ti dice le cose in faccia, e idem io. Mi prendeva in giro, sosteneva che appena arrivato dalla Roma non fossi in grado di fare passaggi più lunghi di cinque metri. "Ma quando sostiene d'essere stato il più forte centrocampista italiano della storia, a quel punto sono io a ridere". Allegri? Ho un gran rapporto con lui, lo sento spesso.