Lampedusa, in 48 sbarcano e raccontano dei compagni morti nel viaggio

Lampedusa, in 48 sbarcano e raccontano dei compagni morti nel viaggio

La scorsa notte, a Lampedusa sono sbarcate 14 persone, successivamente rintracciate dalla Guardia di Finanza e poi portate al Centro di Contrada Imbriacola.

Sono arrivati autonomamente 48 persone, tra loro 27 donne (3 incinte), 15 uomini e 6 bambini. La piccola imbarcazione su cui hanno affrontato il viaggio si è presentata direttamente all'imboccatura del porto di Lampedusa sfuggendo a qualsiasi controllo.

Nonostante ciò, il Governo italiano pretende di considerare la Tunisia, Paese autore del misfatto sopra riportato, come un porto sicuro per lo sbarco dei migranti.

Non si sa bene quante persone sarebbero cadute in mare, ma sicuramente tra di loro c'è il bimbo piccolo, di soli cinque mesi. Secondo le testimonianze raccolte da Mediterranean Hope, programma per rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche, i migranti sarebbero partiti dalla Libia e avrebbero viaggiato per due giorni. Tra i sopravvissuti molti erano disidratati. "Queste morti e sofferenze in mare e in Libia - dice la presidente di Msf Claudia Lodesani - sono evitabili e mentre gli Stati continuano a evitare le proprie responsabilità e i propri obblighi di soccorso, noi faremo del nostro meglio per continuare a salvare vite".

Due donne in gravidanza sono state trasportate in elisoccorso a Palermo. L'Organizzazione delle migrazioni ha chiesto alle autorità tunisine un intervento urgente, affinché soccorrano i migranti e forniscano loro acqua, cibo e cure mediche. E conclude: "Chi salva una vita salva un mondo intero".