La navicella russa Fyodor manca l'aggancio alla Stazione Spaziale

La navicella russa Fyodor manca l'aggancio alla Stazione Spaziale

Insomma, il primo volo, il volo inaugurale, del robot Fedor non è partito con il piede giusto nonostante il decollo e il viaggio fino alla stazione spaziale fosse avvenuto in maniera impeccabile e la macchina abbia registrato importanti dati su ciò che avviene nelle fasi di decollo di una nave spaziale.

Fyodor manca l'attracco alla Stazione spaziale internazionale. Normalmente questo veicolo spaziale è destinato al trasporto di astronauti verso la struttura orbitale, come accaduto recentemente anche a Luca Parmitano, portato sull'Iss per l'inizio della missione Beyond.

Alto poco meno di due metri e pesante 160 chilogrammi, il robot cosmonauta Fyodor è, infatti, in grado di compiere 46 movimenti diversi, come stringere bulloni, e di dialogare con l'equipaggio.

L'esperimento, nato in cooperazione con l'agenzia spaziale russa ROSCOSMOS, è coordinato da Marco Casolino, della Sezione di Roma Tor Vergata dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell'Università di Roma Tor Vergata, insieme al russo Mikhail Panasyuk dell'Università Statale di Mosca.

Prima di mini-EUSO sono arrivati sulla ISS NUTRISS, Acoustic Diagnostics e Amyloid Aggregation, mentre sono ancora da lanciare LIDAL, che partirà il prossimo 21 ottobre con una capsula cargo americana Cignus NG-12, e poi sarà la volta di Xenogriss, il cui decollo è previsto per il 4 dicembre a bordo della SpaceX-19.

L'altro carico utile è rappresentato da Mini-EUSO, telescopio di nuova generazione in banda ultravioletta (UV) per lo studio ed il monitoraggio di emissioni notturne di origine terrestre, atmosferica e cosmica che sarà istallato su un oblò del modulo russo "Zvezda" per effettuare una campagna di osservazioni notturne dalla quota della Stazione Spaziale Internazionale, ossia circa 400 km.