La nave Open Arms è davanti a Lampedusa

La nave Open Arms è davanti a Lampedusa

Gli avvocati hanno chiesto di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti d'ufficio. "La situazione sulla nave dove adesso sono rimasti 143 migranti è molto complicata".

"Ho deciso di non firmare il nuovo decreto del ministro degli Interni volto a negare l'ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali della nave dell'Ong Open Arms a seguito della sospensiva disposta dal Tar del Lazio sul precedente analogo provvedimento", la nota di Trenta, che aggiunge: "Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza". Nello sbarco di stanotte i migranti sono stati tutti trasferiti dal poliambulatorio dell'isola all'hotspot di contrada Imbriacola. Le condizioni del mare non sono buone e, stando alle previsioni, non sono previsti miglioramenti nel corso della giornata. "I naufraghi vivono ammassati gli uni sugli altri, non c'è possibilità di deambulare, sono presenti solo due bagni chimici e spesso i naufraghi sono costretti a espletare i loro bisogni fisiologici nello stesso spazio in cui dormono e mangiano".

La relazione dell'Ordine di Malta Ma la relazione firmata dal medico Katia Valeria Di Natale e dall'infermiere Daniele Maestrini dello staff Cisom parla di una situazione insostenibile sulla nave.

"Siamo testimoni del peggioramento delle condizioni di salute fisica e mentale delle persone a bordo - ha ribadito intanto Open Arms - sollecitiamo urgentemente lo sbarco umanitario". E i responsabili della Ong spagnola hanno commentato: "Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dovere intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone, e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle convenzioni internazionali e del diritto del mare". Queste Ong fanno solo battaglia politica sulla pelle degli immigrati e contro il nostro Paese. "Ma io non mollo". È stato riferito che solo 11 dei 103 bambini che si trovano a bordo dell'Oceano Viching sono accompagnati da un genitore o tutore.

I fondatori delle due Ong, Oscar Camps e Gino Strada, ricordano che a bordo ci sono persone che "hanno vissuto l'orrore dei campi di detenzione in Libia: torture, stupri, lavori forzati".

Il Vice Presidente del Consiglio e segretario della Lega ha dichiarato di voler mantenere la linea dura della chiusura dei porti, e la "lettera aperta" inviatagli ieri dal premier Giuseppe Conte che richiedeva in sostanza di rivedere la sua decisione, al momento sembra non aver ottenuto l'effetto sperato.

L'emergenza medica a bordo di Open Arms?