Istat: Pil fermo nel secondo trimestre 2019, crescita a zero

Istat: Pil fermo nel secondo trimestre 2019, crescita a zero

Dall'Istat molti dati significativi nell'ultimo giorno del mese: Pil a crescita zero nel secondo trimestre; inflazione allo 0,5%, in calo sui livelli di quindici mesi fa; occupazione sostanzialmente ferma al 59,2%, con il tasso di disoccupazione giù al 9,7%. Dopo il lievissimo calo registrato nella seconda metà del 2018 e l'altrettanto marginale recupero del primo trimestre - osserva l'Istat - il Pil ha segnato nel secondo 2019 una variazione congiunturale nulla.

Come accennato, a confermare l'andamento negativo dell'economia nazionale con la crescita zero del Pil c'è il dato relativo all'inflazione che a luglio è nuovamente in calo per il terzo mese consecutivo a 0,5% su base annua. La variazione acquisita per il 2019, sottolinea l'ISTAT, risulta nulla. In ogni caso, anche chi si aspetta un "rimbalzo" estivo dell'industria, come Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo, non va oltre una stima di crescita del Pil a fine anno di 0,1 per cento. Per dire, negli ultimi cinque trimestri la crescita media è stata invece - sorpresona - zero spaccato. La crescita dunque è pari a zero.

Per ottenere l'accelerazione sopra indicata c'è da sperare in buone notizie dall'estero e buone notizie dall'interno. Però qualcosa si muove, a differenza del dato a cifra tonda che sta caratterizzando l'Italia in questo periodo dell'anno. Nell'insieme, a grandi linee e parità di crescita complessiva, se un punto in meno di crescita in Cina si traduce in un punto in più di crescita in America, le economie europee potrebbero beneficiarne. Sia i beni ad alta frequenza di acquisto che il cosiddetto "carrello della spesa" (beni alimentari, per la cura della casa e della persona) hanno mostrato un rimbalzo su base tendenziale, a 0,8% (da 0,5% e 0,2% di giugno, rispettivamente). "Dobbiamo perseverare nello sforzo di rilanciare la crescita dell'economia in un contesto di stabilità finanziaria e sostenibilità sociale ed ambientale", continua la nota. In diminuzione anche il numero di giovani senza lavoro, che si ferma al 28,1%, livello più basso dall'aprile 2011. "La prossima Legge di bilancio sarà decisiva per il futuro del nostro Paese".