Il Papa ai giovani: "Non sarà la prossima applicazione a farvi felici"

Il Papa ai giovani:

"Gesù - ribadisce il Pontefice - esorta a rimanere lontano dalla cupidigia, cioè dell'avidità di possedere. Il ricco crede di essere felice perché ha avuto la fortuna di una annata eccezionale e si sente sicuro per i beni accumulati". "Per favore, non lasciate la vita sul comodino, non accontentatevi di vederla scorrere in televisione, non credete che sarà la prossima app da scaricare a farvi felici". Lo ha detto papa Francesco nell'udienza in Sala Nervi ai 5.000 ragazze e ragazzi partecipanti al raduno 'Euromoot' degli Scout d'Europa. Il cuore si allena non con l'avere, ma col dono. Bergoglio, poi, si è soffermato sul vangelo odierno: "I beni materiali - sottolinea il vescovo di Roma citato da Vaticanews - sono necessari alla vita ma se diventano il fine della nostra esistenza incatenano il cuore e sono sorgente di inquietudine, avversità, prevaricazioni e di guerre". Dare vuol dire alzarsi dalla poltrona, dalle comodità che fanno ripiegare su se stessi, e mettersi in cammino.

"Il ricco - spiega il Papa prima della preghiera mariana - mette davanti alla sua anima, cioè a se stesso, tre considerazioni: i molti beni ammassati, i molti anni che questi beni sembrano assicurargli, la tranquillità e il benessere sfrenato. Il dono fa leggero il cuore".

Gesù, infatti, fissa come punto di partenza non l'avere, ma il dare, che "vuol dire smettere di subire la vita e scendere in campo per regalare al mondo un po' di bene". Dio non lascia a mani vuote. "Se continuiamo a sfruttarlo, ci darà una lezione terribile. Se ce ne prendiamo cura, avremo una casa anche domani", ammonisce il Pontefice.

I cattolici non devono vivere "estraniandosi" dalla realtà, ma cercando "le cose che hanno un vero valore: la giustizia, la solidarietà, l'accoglienza, la fraternità, la pace, tutte cose che costituiscono la vera dignità dell'uomo". Nel vostro cammino vi siete immersi nella natura. Il creato è un libro aperto che ci dà un insegnamento prezioso: siamo al mondo per incontrare gli altri, per creare comunione, perché siamo tutti collegati.

"Il creato è fatto per collegarci con Dio e tra di noi, è il social di Dio - fa notare Francesco -".

"Ma se partiamo dai preconcetti sugli altri, da idee prestabilite- prosegue il Santo Padre- vedremo sempre limiti e barriere. Se invece incominciamo a incontrare l'altro, con la sua storia, con la sua realtà, scopriremo un fratello col quale abitare la casa comune".

L'amore per l'Europa, che vi accomuna, non richiede solo osservatori attenti, ma costruttori attivi: costruttori di società riconciliate e integrate, che diano vita a un'Europa rinnovata; non protettrice di spazi, ma generatrice di incontri. "Vi auguro - conclude -, cari scolte e rover d'Europa, di essere degli apri-strada sulla via del dono, apri-strada su questa via del dono, del dare". È importante, dunque, mantenere la rotta giusta, quella del bene, formare uomini e donne che aprano "strade verso l'Alto".