Giorgetti: Nessuno va più dal medico di famiglia

Giorgetti: Nessuno va più dal medico di famiglia

"L'autonomia fai da te delle Regioni che si impossessano di prerogative statali occupando lo spazio che il governo, per quanto amico, non ha voluto o potuto concedere, va a braccetto con un'idea non nuova di ospedali e territori senza medici, sostituiti dalla tecnologia o da diverso personale, che ha il grande merito di costare di meno e non disturbare il manovratore". Nello spiegare il suo pensiero Giorgetti ha citato il suo paese, Cazzago Brabbia: "Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. I numeri dicono che ogni giorno negli studi dei medici di famiglia del nostro Paese passano 2 milioni di italiani", precisa all'AdnKonos Salute. "Pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione- ironizza Scotti- non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale, oltretutto in contrasto con le affermazioni al Senato del leader della Lega Matteo Salvini che invece sottolineavano proprio per il suo partito un ruolo esattamente opposto, fortemente rappresentate, oltretutto, dallo stesso Salvini da una competente e condivisibile valutazione sulle caratteristiche di evoluzione demografica della popolazione italiana". Non solo noi medici di famiglia siamo vivi e vegeti ma siamo sicuramente il comparto di medici del Servizio sanitario nazionale più attivo E maggiormente impegnato nel rinnovamento e nell'assistenza a una popolazione che a Babilon probabilmente farebbe estrema difficoltà a rivolgersi, cioè gli anziani e i malati cronici del nostro Paese. Magari, potrebbe approfittarne per fare visita nello studio di un medico di famiglia. "Non ci meravigliano, perché si inseriscono in quel filone di una politica di basso spessore e lunga tradizione, che tenta, con un'opera distruttiva di distrazione, di delegittimare ciò che non riesce a garantire, di svalutare ciò che non può raggiungere". Il nocciolo della questione riguarda la figura del medico di base e il possibile stravolgimento del rapporto fra cittadini e medici legato al vuoto di circa 45mila posti che si determinerà nei prossimi 5 anni. "Di subalternità, in ultima analisi, degli obiettivi di salute a quelli economici".

Avete definanziato la sanità pubblica, bloccato le assunzioni, insomma avete fatto un deserto nelle strutture sanitarie e i nostri giovani medici sono costretti ad andare all'estero e/o fare una vita da precari. Sarebbe un bel segnale se il nuovo Governo provasse a invertire la tendenza, proseguendo sulla strada del cambiamento e rimettendo tra le priorità la sanità, finanziandola adeguatamente, riconoscendo maggiore valore economico alle professioni, limitando l'ingerenza della politica nelle scelte professionali. "Questo sarebbe il vero cambiamento - assicura - nell'interesse di tutti i cittadini!".

"Bene Claudio Cricelli, Silvestro Scotti, Filippo Anelli" commenta infatti Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

Nessuno va più dal medico di famiglia? Forse perché non porta voti? Per queste persone anche il ticket è un problema.