Fassone si confessa: "Portare Bonucci al Milan è stato un errore"

Fassone si confessa:

Fu operazione di Mirabelli e Marco Fassone, quest'ultimo tornato a parlare di quell'approdo in rossonero. Pensava di avere un debito piccolo rispetto al bene che aveva. E così ha dovuto passare la mano agli attuali proprietari. Ho pensato che stesse trattando con la Fininvest e fosse supportato da un advisor di fama mondiale e da uno degli studi legali più importanti d'Italia. Ero onorato e orgoglioso. Li aveva due debiti, uno della holding e uno del Milan: uno da 250 e uno da 370. Non ha restituito subito i primi.

"Dopo l'addio al Milan non ho più sentito Li". Non l'ho più sentito dopo, prima comunque parlavo quasi solo con Han Li dato che parlava anche inglese.

Occasioni per il futuro? Mirabelli? L'ho conosciuto grazie ad Ausilio, ho lavorato con lui all'Inter e faceva tanto lavoro importante. Cercavo un ds che volesse scommettere per me, lui disse sì quando ancora non si sapeva se il closing si sarebbe fatto.

Fassone sull'esperienza al Milan: "Con una punta anzichè Bonucci forse sarebbe stato diverso, Aubameyang pallino di Mirabelli, parlammo di CR7". "Io credo che ai tempi non si fosse reso conto di quanto fosse complicato ripagare il debito che si era fatto per comprare il Milan - spiega Fassone -. Io credo che il bilancio sia stato positivo". C'è anche una disponibilità economica che io non avevo.

Su Maldini: "Perché del sì a Fassone? L'offerta era al di sopra delle nostre possibilità, era un profilo che ci piaceva". "Chi ha fatto meglio, come Juve, Napoli, Lazio e anche Atalanta, ha cambiato meno e raccolto risultati". Bonucci? E' stato un errore. Ho visto come lavorava, alcuni acquisti di quell'Inter erano state sue intuizioni. Il difensore non ci mancava, ma cercavamo la punta (70-80 milioni). Invece si scelse di ridurre la quota per l'attaccante e di destinare quei soldi ad un leader come Leo. Forse col senno di poi con la punta...

E l'altro errore? "Non ve lo dico". Il rinnovo di Donnarumma non è stato un errore. Maldini? Gli avevo proposto di lavorare nel Milan. Con me hanno rinnovato Donnarumma, Calabria, Suso, Bonaventura eccetera. Montella? Il primo anno fece bene, quindi fu nella logica confermarlo.

L'affare André Silva: "Silva era giovane, volevamo metterlo sotto l'ombrello di un attaccante importante e avevamo il budget".

Cristiano Ronaldo vi fu offerto?

Su Ronaldo: "Il presidente lo voleva e insisteva, ma i numeri non erano sostenibili".

La sua decisione di dire sì alla proprietà cinese: "Se riporto la mia testa ad agosto 2016 quando ricevetti la telefonata dei cinesi, credo che chiunque al mio posto non avrebbe resistito a prendere parte al progetto Milan".

James Pallotta accusò il Milan quando Fassone e Mirabelli stavano investendo tantissimi soldi sul mercato nell'estate 2017. "Quest'anno potrebbe essere di transizione". Alla Juve ho fatto 8 anni e costruito la squadra che dal 2011 è arrivata a oggi. Gli ultimi mesi sono stati una sofferenza, non potevamo creare la squadra. All'Inter ho potuto aiutare Moratti nella trattativa di vendita del club, una cosa che non avevo mai fatto.