Epstein: testamento poco prima suicidio

Dopo il suicidio in carcere del finanziere americano Jeffrey Epstein, è stato rimosso dall'incarico il massimo responsabile dei penitenziari federali Hugh Hurwitz.

Non si trattava del primo tentativo di suicidio, che già il 23 luglio era stato ritrovato privo di conoscenza e con alcune ferite sul collo.

Il 10 agosto 2019 alle 7.30, presso il Metropolitan Correctional Center di Manhattan, i poliziotti entrano in una cella e si trovano di fronte uno scenario raccapricciante: un cadavere legato a un lenzuolo nella parte superiore del letto a castello. E' un testo standard di 21 pagine chiamato "pour-over will", che prevede di versare tutto ad un fondo fiduciario chiamato nelle carte "The 1953", l'anno di nascita del finanziere. Al finanziere americano un anno furono donate come "regalo di compleanno" tre ragazzine di 12 anni, sembra sorelle provenienti da una famiglia disagiata. Secondo il New York Post, l'unico beneficiario dell'eredità dello statunitense sarebbe il fratello Mark.

Le tre sarebbero state fatte arrivare in aereo da Parigi a New York, dove successivamente si è compiuto l'abuso, e rispedite a casa il giorno seguente.

Lo rivela il Daily Mail citando la testimonianza resa da Virginia Roberts Giuffre, finora la principale accusatrice di Epstein e della sua complice Ghislaine Maxwell.

La data della firma, due giorni prima il suicidio, lascia supporre che Epstein avesse molto probabilmente già intenzione di uccidersi e volesse mettere tutto a posto prima del gesto. Brunel, 72 anni, nega ogni addebito.