Direzione Pd, mandato a Zingaretti: 5 punti per trattare con M5S

Direzione Pd, mandato a Zingaretti: 5 punti per trattare con M5S

Il segretario, per acclamazione, ha avuto il mandato della Direzione del partito per trattare con il M5s per la formazione di un nuovo governo "di legislatura". L'ha detto il vicepremier Matteo Salvini ai cronisti davanti a Montecitorio. Il funzionario, che ha parlato a condizione di anonimato, ha rivelato che Israele è pronto a sostenere i costi dell'emigrazione dagli abitanti di Gaza, in modo che si stabiliscano in paesi del Medio Oriente o dell'Europa.

Non aiuta lo stato di salute di Pd e M5S, due forze ammaccate, disorientate dalla crisi di tutto il sistema politico, che tuttavia devono caricarsi sulle spalle una grande responsabilità.

Dopo la votazione ad unanimità del documento, Zingaretti ha voluto esprimere la sua soddisfazione: "Sono molto contento e molto soddisfatto per il livello di unità e compattezza che abbiamo trovato nella direzione del partito che per la prima volta dopo moltissimi anni ha votato dandomi un mandato all'unanimità. Noi siamo pronti per riferire al presidente Mattarella la nostra piena disponibilità a verificare le condizioni di un governo di svolta utile al Paese" (IL CALENDARIO DELLE CONSULTAZIONI).

Il terzo "step" riguarderebbe la lista dei ministri con una preclusione, in nome della "discontinuità", per tutti gli ex. E se il ragionamento varrebbe per tutti gli "uscenti" (Di Maio, Toninelli, Bonafede, etc), la regola si applica agli ex dei governi Renzi e Gentiloni, come Graziano Delrio e Roberta Pinotti.

A causa delle misure restrittive del regime di Tel Aviv contro l'assediata Striscia di Gaza, "solo nel 2018, oltre 35.000 abitanti dell'enclave costiera hanno lasciato la regione, esclusi quelli che se ne sono andati, ma poi sono tornati". "La Direzione Nazionale del Partito Democratico: giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza giallo-verde responsabile di una paralisi dell'economia, di un impoverimento diffuso, un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell'Italia sulla scena europea e internazionale - si legge nel testo -. Per questo, qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi".