Di Maio: 'Annacquato divieto Adv gioco, vertici Agcom si dimettano'

Di Maio: 'Annacquato divieto Adv gioco, vertici Agcom si dimettano'

Non si è fatta attendere la replica di Cardani al ministro Luigi Di Maio che accusava di rimuovere i vertici dell'authority per aver annacquato il divieto di pubblicità ai giochi d'azzardo.

Il Testo Unico, si legge nella comunicazione Agcom, impone all'Autorità di individuare i ricavi "da pubblicità online e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione" tra quelli da considerare ai fini della valorizzazione del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC), nonché nell'ambito delle analisi sulle posizioni dominanti nei singoli mercati rilevanti che lo compongono.

Il presidente di Agcom, Angelo Marcello Cardani, chiarisce a Di Maio che bisogna rispettare tutti. "Invito i signori dell'Agcom a dimettersi: se a loro non sta a cuore la vita dei ragazzi e delle loro famiglie, ma evidentemente si occupano di altri interessi, è un problema loro". "A me importa che in Italia ci siano persone che scommettono su se' stesse, non sul gioco d'azzardo". "Prima di insultare l'Autorità il ministro Di Maio avrebbe dovuto confrontarsi nel merito ed eventualmente collaborare nell'interpretazione dei contenuti della legge", ha aggiunto. Quanto alla "richiesta di dimissioni dei vertici dell'Autorità, oltre a richiamare la terzietà in difesa dell'indipendenza - ha spiegato Cardani - vorrei ricordare al ministro che il Consiglio dell'Autorità è scaduto - dopo sette anni - il 24 luglio e, in questa fase di prorogatio necessaria alla continuità dell'esercizio delle funzioni di garanzia, sta sopperendo all'inazione del Parlamento e del governo nelle nomine del nuovo vertice, continuando a prestare il proprio servizio al Paese". Si stanno mettendo di traverso in tutti i modi - aggiunge -.

L'AGCOM ha avviato un'analisi del mercato della pubblicità online che punta a far emergere eventuali posizioni dominanti o anti-concorrenziali relative ai colossi del settore come Google e Facebook. Ma se pensano di rallentarci, hanno sbagliato governo. 9 del d.l. n. 87/2018, anche attraverso una proficua interlocuzione con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

"Spiace che il ministro dello Sviluppo economico utilizzi l'Autorità e il suo operato per lanciare messaggi politici e personali".