Dazi e tasse a valanga: Trump stanga la Cina

Dazi e tasse a valanga: Trump stanga la Cina

"Riteniamo piuttosto che la strategia della Cina in questa escalation di tensione sarà quella di rallentare il ritmo dei negoziati", ha detto. Il Ftse Mib viaggi in ribasso del 2%, come Parigi e Francoforte, informa il Sole 24 Ore. A pagare il prezzo più alto dell'annuncio di Trump sono stati i titoli legati ai prodotti per i consumatori, dall'abbigliamento all'elettronica, da Nike a Apple e Tiffany.

La Casa Bianca, infatti, ha annunciato l'imposizione di nuovi dazi del 10 per cento sulle importazioni di beni cinesi per un valore di 300 miliardi di dollari a partire dal primo settembre.

I nuovi dazi di Trump nei confronti della Cina hanno provocato la reazione a catena delle Borse mondiali, con i listini letteralmente affondati dai timori per le conseguenze della guerra commerciale tra le due superpotenze.

Questo dopo che i mercati erano stati delusi dal fatto che il numero uno della Fed Jerome Powell abbia precisato che il taglio dei tassi Usa dello 0,25% annunciato mercoledì 31 luglio non è l'inizio di una lunga serie di tagli dei tassi. Tuttavia, ha esortato Pechino a "prendere le misure necessarie per evitare una persistente debolezza della valuta".

Ma la Cina ha poche munizioni nel suo arsenale.

L'europa, dunque, importerà un maggiore quantitativo di carne proveniente dagli Stati Uniti che finirà sulle nostre tavole per essere consumata e mangiata, ma l'accordo prevede un vincolo ben chiaro: la quota maggiore degli acquisti riguarderà carne bovina di eccellenza, derivante dalla lavorazione di capi allevati senza l'utilizzo di ormoni della crescita o altri agenti chimici non necessari.

L'accordo, ha spiegato Trump, aumenterà l'export senza dazi della carne americana nella Ue del 46% in un anno e di un altro 90% in sette anni, con un incremento da 150 a 420 milioni di dollari in totale.

Una promessa, quest'ultima, molto cara al presidente, che non vuole perdere il consenso dei "farmer" per la sua rielezione.

La portavoce ha inoltre sottolineato che la posizione cinese in merito alle consultazioni economico-commerciali è stata sempre coerente, così come coerenti sono stati il suo impegno e la sua sincerità.