Croazia, italiano morto sullo yacht: probabile un'intossicazione da gas di scarico

Croazia, italiano morto sullo yacht: probabile un'intossicazione da gas di scarico

Il proprietario e lo skipper dell'imbarcazione su cui è morto Vinci sono stati arrestati per aver installato un motore nella barca senza seguire le norme di sicurezza, causando la fuoriuscita di gas tossici. Entrambi sono sospettati di "reati contro l'incolumità pubblica" aggravati dal fatto che il loro comportamento ha causato la morte di Eugenio Vinci. Secondo gli inquirenti i due avrebbero istallato sulla barca, contrariamente alle norme di sicurezza, un generatore a benzina, dal quale si è sprigionato il gas tossico. La pena prevista in Croazia per questi reati è da un minino di uno fino a un massimo di otto anni di reclusione. I due uomini hanno dichiarato di aver prestato pronto soccorso ai turisti italiani intossicati e di essere in uno stato di shock. L'inchiesta è solo all'inizio e bisognerà attendere l'esito di tutte le perizie sull'imbarcazione.

I due figli del manager, di 14 e 5 anni, sono ancora ricoverati all'ospedale di Spalato in gravi condizioni e sono in pericolo di vita.

Una volta avviato, il motore ha iniziato a sprigionare gas tossici che hanno raggiunto anche le cabine, avvelenando il manager e i due figli, un bimbo di cinque e una ragazzina di quattordici anni. "Per ora è troppo presto fare prognosi" su possibili conseguenze di natura permanente, ha detto ai giornalisti Branka Polic, capo del reparto di terapia intensiva pediatrica del centro ospedaliero di Spalato.

Eugenio Vinci era nato a Sant'Agata di Militello, in provincia di Messina: era un manager molto noto, sin da quando negli anni '80 era stato direttore generale dell'azienda tessile Pop 84 di Remo Perna, prima che dichiarasse fallimento, diventando anche vicepresidente di Assoindustria Molise.