Croazia: indagini su morte manager siciliano, forse intossicazione da gas

Croazia: indagini su morte manager siciliano, forse intossicazione da gas

Si trovava con Eugenio Vinci, 57 anni, originario anche lui di Sant'Agata di Militello, che avrebbe perso i sensi dopo essersi sentito male.

È stato il monossido di carbonio ad avvelenare i sei turisti siciliani che lunedì sera hanno accusato diversi malesseri rientrando nelle loro cabine del caicco su cui si trovavano per una crociera in Croazia. "Era un mio amico fraterno - prosegue Frattura - che ora vedevo meno perché lavorava a Roma con il gruppo Dico, nella grande distribuzione alimentare, ma qui in Molise era stato anche vicepresidente di Assoindustria ai tempi di Tonino Perna".

Intanto "Sono stazionarie, ma ancora gravi le condizioni dei due bimbini di 4 e 11 anni, ricoverati in ospedale in Croazia". Mancuso e gli altri familiari e amici si sarebbero poi ripresi, mentre le condizioni dei figli di Vinci sarebbero apparse subito molto gravi.

Stamane a dar notizia dei bambini sono stati anche gli stessi medici dell'ospedale di Spalato, dove i due sono stati ricoverati ieri mattina, trasportati d'urgenza dall'isola dalmata di Hvar con un elicottero. Sulla vicenda sono in corso indagini delle autorità locali. Nel frattempo è stata aperta un'inchiesta e sul corpo di Vinci verrà effettuata un'autopsia.

Il cinquantasettenne, secondo il responso dell'esame necroscopico, effettuato nel centro ospedaliero di Spalato ha inalato un'alta dose di monossido di carbonio.

L'ipotesi finora più accreditata indica come la fonte dell'intossicazione il gas da scarico proveniente dal water o dal condizionatore d'aria dell'imbarcazione. Non è escluso, ma nessuno lo ha ancora confermato, che Vinci sia morto per le ferite riportate nella caduta. Verso le 10 sono stato svegliato da un altro amico che era rimasto sveglio fino a tardi.

A Spalato, sono arrivati i parenti dei turisti, tra i quali c'è il padre della undicenne, i fratelli della compagna di Vinci e la figlia maggiore del manager. È arrivato oggi anche il Console generale d'Italia a Fiume, Paolo Palminteri, che in stretto raccordo con la Farnesina, segue fin dal primo momento il caso in contatto con i le tre famiglie italiane per prestare loro ogni possibile assistenza.